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Salari bassi, fra Serbia e Bosnia continua la fuga dall’esercito

Moltiplicato il numero dei militari di Sarajevo che decidono di lasciare l'uniforme. A Belgrado gli aumenti stipendiali non sono bastati: il sindacato punta il dito

BELGRADO. Servire la patria difendendone i confini è un nobile mestiere. Ma l’onore non aiuta a imbandire la tavola e se i salari sono troppo bassi diventa lecito guardare altrove per sbarcare il lunario, appendendo l’uniforme al chiodo. È quanto accade con frequenza in ampie aree dei Balcani, dove malgrado impegnativi investimenti nel settore difesa cresce il numero di militari e impiegati civili dell’esercito che decidono di cambiare vita.

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