Installate dieci nuove telecamere davanti a cinque sedi scolastiche

Da sinistra Milocchi, Polidori e Brandi

Il vicesindaco Polidori e l’assessore Brandi: «L’obiettivo è prevenire spaccio di droga e bullismo»

TRIESTE  Arrivano nuove telecamere fuori dalle scuole. Attorno a cinque istituti sono appena state attivate altrettante zone di videosorveglianza che, nelle intenzioni dell’amministrazione comunale, servono a prevenire lo spaccio di droga. I “sorvegliati speciali” sono la scuola media Codermatz, l’isis Da Vinci-Sandrinelli, la succursale del Petrarca nonché i licei Oberdan e Dante-Carducci. L’intervento, presentato ieri in conferenza stampa dal vicesindaco Paolo Polidori e dall’assessore all’Educazione Angela Brandi, è sostenuto dai fondi del progetto nazionale “scuole sicure”, stanziati dal Ministero dell’Interno: Trieste si è aggiudicata 51 mila euro. Le nuove telecamere sono in tutto una decina, fisse oppure di tipo “dome”. Sono state installate su palazzi comunali o, in alternativa, su pali dell’illuminazione pubblica.

Una delle telecamere installate


Una prima area di interesse è costituita dal polo che gravita attorno a via Veronese: sono sotto controllo innanzitutto le entrate principali degli istituti Da Vinci e Oberdan, per mezzo di obiettivi che si trovano, rispettivamente, sulla materna antistante il Da Vinci e sui poco distanti bagni pubblici. Sono videosorvegliati anche gli ingressi alle aree sportive di entrambe le scuole superiori nonché quello del giardino Basevi. Passando alla zona circostante il liceo Dante-Carducci, le telecamere coprono piazza Oberdan e via 24 maggio, che funge da collegamento con via Fabio Severo. A San Giovanni, due telecamere sono poste rispettivamente su un palazzo antistante la Codermatz, in via Pindemonte, e su un palo situato sulla vicina rotonda. È controllato inoltre l’ingresso della succursale del Petrarca di largo Sonnino.

«Tutto ciò ha lo scopo di prevenire non solo lo spaccio di droga ma anche fenomeni come il bullismo – ha spiegato Polidori –. Questa misura, nello specifico, si avvale di fondi ministeriali. Al contempo si può però far rientrare in un più ampio progetto integrato, che l’amministrazione sta portando avanti nell’ottica della videosorveglianza e della sicurezza. Non dico che puntiamo a coprire il territorio comunale al 100% ma quasi». I fondi a cui si fa riferimento sono, come anticipato, quelli stanziati l’anno scorso dal Viminale. Ne hanno beneficiato 15 Comuni italiani tra cui appunto Trieste, che ha ottenuto 51 mila euro. Di questi, circa 35 mila hanno finanziato le nuove telecamere. Il rimanente è servito da un lato ad acquistare una nuova auto civetta per il nucleo di polizia giudiziaria e, dall’altro, a supportare un progetto sulla prevenzione dell’abuso di sostanze stupefacenti, portato avanti dall’istituto Max Fabiani. «Per noi è fondamentale combattere i venditori di morte, quali sono gli spacciatori – ha aggiunto Brandi –. Ecco perché abbiamo scelto zone sensibili della città. Apprezziamo la collaborazione delle istituzioni scolastiche e auspichiamo ulteriori iniziative che richiamino l’attenzione su questo tema».

Contestualmente Polidori ha ricordato che sono in arrivo pure i fondi della Regione, messi a disposizione degli enti locali per installare circuiti di videosorveglianza negli asili, oltre che nelle strutture per persone anziane o con disabilità. Trieste dovrebbe accaparrarsi circa 400 mila euro. Alla conferenza stampa era presente anche il comandante della Polizia locale, Walter Milocchi, che ha sottolineato come i finanziamenti non siano stati impiegati per interventi straordinari, bensì per avere una strumentazione duratura nel tempo. —


 

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