Guerra ai pidocchi nelle scuole. Chi non si “tratta” resta a casa

Un gruppo di studenti alla fine delle lezioni

Segnalati casi negli asili di vie Cellottini e Gramsci, ma anche all’istituto Giacich. In farmacia disponibili kit a 5 euro. Partita la campagna informativa per genitori

MONFALCONE. suole dell’obbligo, Azienda sanitaria e Comune si alleano per fare guerra alla diffusione della pediculosi. Un fenomeno, quello dell’aggressione dei capelli dei bambini dei microscopici parassiti (i pidocchi) mai venuto meno con il passare dei decenni, nonostante le condizioni di vita e di igiene siano migliorate, e che, anzi, si ripresenta puntuale. In primavera l’ha fatto in particolare, pare, nelle scuole dell’infanzia di via Cellottini e via Gramsci, in questo inizio d’anno scolastico dei casi si sono invece verificati alla media Giacich.

Gli istituti comprensivi, l’amministrazione comunale e il Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria, ancora Bassa Friulana Isontina, hanno quindi definito, sottoscrivendolo ieri, un accordo operativo triennale, che definisce una serie di buone pratice per tentare di tenere sotto controllo la pediculosi. Si parte dal coinvolgimento e informazione dei genitori, che d’ora in poi dovranno autocertificare, al rientro a scuola dell’alunno, di aver effettuato il trattamento per eliminare i pidocchi, indicando anche il prodotto utilizzato.

«Abbiamo ora uno strumento per gestire in modo omogeneo il problema e per verificare se la strategia adottata è efficace, eventualmente effettuando dei correttivi, se fosse necessario», hanno concordato le dirigenti scolastiche dell’Ic Giacich Maria Cardella e dell’Ic Randaccio Giorgia Miglioranzi. L’accordo punta a fare in modo che i trattamenti siano effettuati, e in modo corretto, però non solo attraverso l’informazione, perché il Comune ha deciso di mettere a disposizione nelle sue due farmacie fino a fine anno 200 kit di trattamento a prezzo di costo (5 euro circa). La fornitura sarà rinnovata nel 2020 a seconda delle esigenze che emergeranno nel corso dei prossimi due mesi. «Uno degli ostacoli al contrasto della pediculosi è proprio il mancato trattamento in contemporanea di tutti i bambini colpiti in una classe – ha sottolineato il sindaco Anna Cisint –. In questo modo vogliamo agevolare le famiglie con difficoltà economiche a provvedere in modo tempestivo».

Il protocollo prevede che l’insegnante, nel caso in cui rilevi la presenza di pediculosi, avvicini il genitore e gli consegni il vademecum sulle buone prassi da seguire allegato all’accordo e redatto dall’Azienda sanitaria. Il genitore riceverà anche il modulo per la dichiarazione di inizio trattamento. In base all’intesa il rientro alla scuola dell’infanzia sarà consentito al bambino accompagnato dal genitore (anche per coloro che fruiscono dello scuolabus) che consegnerà all’insegnante il modulo, mentre il rientro sarà «rifiutato nei casi in cui il trattamento non sia stato avviato e in assenza della presentazione del modulo di inizio trattamento». Per primarie e medie l’accesso a scuola sarà consentito sempre in presenza del modulo, ma non potrà di fatto essere negato. In assenza della consegna del modulo l’insegnante di classe informerà però il dirigente scolastico e il servizio di Igiene e sanità pubblica del Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria per l’adozione di eventuali provvedimenti. —


 

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