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Il tram di Opicina si riappropria dei binari. Ripartenza del servizio prevista in estate

Arrivate le nuove rotaie necessarie a ripristinare l’impianto. A giorni il bando di gara. Entro l’anno la consegna del cantiere

Andrea Di Matteo
2 minuti di lettura

TRIESTE. Forse è la volta buona per rivedere il tram di Opicina sferragliare di nuovo su e giù per il Carso. La prova in grado di far ricredere anche il più scettico degli scettici? L’arrivo pochi giorni fa dei i nuovi e tanto sospirati binari, necessari per far ripartire la storica linea ferma dal 16 agosto 2016 a seguito dell’arci noto incidente frontale fra due vetture in prossimità della fermata di Conconello. Un blocco di tutta la linea deciso dall’allora Ustif (Ufficio speciale trasporti a impianti fissi, organo periferico del ministero delle Infrastrutture, che da gennaio ha cambiato nome diventando Agenzia unica per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali), che ha inoltrato delle prescrizioni tecniche da apportare all’infrastruttura prima della ripresa del servizio, come la sostituzione di binari e traversine in alcuni punti dell’impianto.



Proprio per obbedire a questa indicazione, dunque, sono state ordinate le nuove rotaie, ora consegnate e accatastate vicino al deposito della TsTrasporti a Prosecco. La consegna, afferma Elisa Lodi, assessore comunale ai Lavori pubblici, è avvenuta secondo i tempi fissati dal cronoprogramma. «Ora verrà bandita la gara per affidare i lavori di posa del binario ed entro l’anno il cantiere verrà ufficialmente consegnato all’impresa aggiudicatrice. Poi serviranno cinque mesi per concludere le opere, salvo imprevisti».

Diversi i tipi di interventi previsti: il rifacimento di tre tratte di binario, adeguamento di tutte le aree di fermata e la realizzazione di una nuova rete di alimentazione elettrica della tranvia.



Al momento non c’è nessuna data certa per la ripartenza del tram e in base ai dati appena citati è facile intuire che bisognerà attendere sicuramente l’estate 2020 per la conclusione delle importanti opere infrastrutturali imposte dall’Agenzia unica per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali. Poi seguirà un periodo di pre- esercizio e infine, salvo imprevisti, triestini e turisti potranno nuovamente salire sul tram.

Vale la pena ricordare che il Comune è proprietario della trenovia, mentre Trieste Trasporti spa è il soggetto che svolge il servizio per conto della Regione che ne è il gestore.

È sul Comune però che sceglie di andare in pressing il consigliere comunale del Pd Giovanni Barbo che, dopo essersi accorto dell’arrivo dei binari in Carso, ha presentato un’interrogazione sul caso. «Ora che ci sono traversine e autorizzazioni a procedere con i lavori di ripristino, tutto pronto e la palla è in mano alla giunta Dipiazza. Non ci sono più alibi per riformulare o rimandare ancora le previsioni di ripartenza del tram di Opicina: i triestini hanno diritto di sapere quando cominceranno i lavori e quando finiranno. Così non sentiremo più neanche le lamentele dei turisti delusi».



Pronta la replica di Lodi. «Il Comune sta lavorando con grande dedizione sulla questione tram di Opicina - incalza l’assessore - tant’è che la giunta ha appena approvato il progetto esecutivo per far ripartire la linea».

Schermaglie politiche a parte, però, questa volta la macchina burocratica da cui riprende la ripresa del servizio tram può davvero scaldare i motori. Lo aspettano i triestini, i tanti turisti ansiosi di poter salire a bordo e pure le due vetture coinvolte nel sinistro, da tempo ricostruite, perfettamente collaudate e pronte a tornare in attività. —


 

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