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Un “esercito” di quattromila scienziati a Trieste per le 160 sessioni di Esof2020

Prende forma il programma dell'evento in Porto vecchio. Attesi 5 premi Nobel. Focus su medicina, ambiente e fake news 

TRIESTE. Saranno oltre 4 mila i rappresentanti del mondo scientifico e imprenditoriale che popoleranno il Porto vecchio a luglio del prossimo anno per Esof2020. Il numero è emerso ieri nel corso delle riunioni operative ospitate nella Sottostazione, a pochi metri dal cantiere per la costruzione del centro congressi ieri. Al lavoro i componenti dello “Steering Committee”, che decide le indicazioni generali, del Program Committee, che lavora sugli appuntamenti, e dell’International Media and Marketing Committee con il focus sulla comunicazione.

È ancora troppo presto per conoscere nel dettaglio il programma dell’evento che, spiegano il champion dell’evento Stefano Fantoni e il presidente di Euroscience Michael Matlosz, sarà svelato entro la fine dell’anno. Qualche coordinata operativa in più, tuttavia, inizia a trapelare. Il numero di “cervelloni” attesi in città, per esempio. E ancora le sessioni di lavoro - ben 160, di cui 130 già programmate -, e gli “special guest” in arrivo: cinque premi Nobel, i cui nomi restano però al momento top secret.


La programmazione, insomma, procede a ritmi spediti. «Siamo arrivati al 75% di quello che dovevamo fare - precisa Fantoni - e sono ottimista per lo sviluppo futuro». Da Matlosz arrivano poi buone notizie sul fronte della ricerca di finanziamenti: al momento è stato coperto l’80% del budget. «Siamo allo sprint finale - sottolinea -. Abbiamo davanti a noi 10 mesi, da sfruttare per rendere quello di Trieste un grande evento».

Soddisfazione anche per le opere edili la cui realizzazione sta procedendo nei tempi previsti: «Siamo veramente felici di prendere parte al rinnovamento del Porto vecchio - spiega ancora il numero uno di Eiroscience - anche perché è un intervento simbolico. Per noi la scienza deve unirsi alla società per rinnovare e rigenerare, e quello che avviene qua è emblematico: comprendere dal passato, rinnovarlo e guardare al futuro».

Vanno poi definiti nel dettaglio i temi, spiega Bruno Della Vedova, Scientifc Programme Manager. «Ci sarà una parte scientifica legata all’innovazione e alle tecnologie nonchè al rapporto tra medicina, risorse, acqua, cibo, energia e sostenibilità. Parleremo anche delle ricadute sociali delle innovazioni, con attenzione rivolta anche al business, che rende alla portata delle personale l’innovazione».

Il Porto vecchio, come detto, diventerà il luogo del confronto all’interno della comunità scientifica. Sarà però la “contaminazione” con la città la vera sfida. «Noi - spiega ancora Matlosz - crediamo che per mantenere una società democratica sia importante il dialogo con la comunità scientifica ed Esof in questo senso sarà l’evento più improntate a livello europeo. La cosa in cui crediamo di più saranno proprio gli appuntamenti per aprirsi alla città». Ci sarà spazio dunque per parlare anche di fake news: «Le informazioni oggi viaggiano molto veloci - conclude -. La comunità scientifica deve stare al passo con i tempi, evitando di chiudersi nella sua roccaforte di conoscenza ed aprendosi invece al mondo. Non a caso Esof si chiama open forum».

«La tecnologa ha creato le condizioni perché nascessero le fake news - aggiunge Clive Cookson, giornalista del Financial Times di cui è Science editor -. Penso che Esof saprà uscire dai confini e arrivare in città con l’obiettivo di parlare di cose reali e concrete. Ho seguito l’evento dalla nascita del 2004 e Trieste sarà sicuramente qualcosa di molto importante». —


 

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