C’è un’offerta per comprare il Carciotti

La busta sarà aperta oggi alle 10.30 in seduta pubblica. Si parla di un investitore di Graz che punta a un hotel a 5 stelle



Palazzo Carciotti, dopo un lungo periodo trascorso al servizio dei pubblici poteri, torna alla vocazione originaria, quella di produrre ricchezza. Certo, non potrà più essere l’hangar mercantile neoclassico (nonché residenza) voluto da Demetrio Carciotti e disegnato da Matteo Pertsch alla fine del XVIII secolo, perché è in procinto di evolvere la sua funzione dal magazzinaggio all’albergaggio.


Una destinazione per una clientela di alto bordo: hotel a cinque stelle, sostenuto - secondo quanto si vocifera - da un ingente investimento da 100 milioni di euro, che servirà non solo a realizzare la struttura ricettiva nel rispetto dei vincoli imposti dalla Soprintendenza, ma anche a costruire un parcheggio sotto il grande edificio. Un intervento questo assai impegnativo, che verrà condotto contestualmente all’opera di consolidamento del vasto edificio, poggiante su un “palafittato” ligneo non più giovanissimo.

Il Carciotti, messo all’asta dal Comune a partire dal settembre dello scorso anno, ha finalmente trovato, dopo due tentativi andati deserti, un estimatore: infatti agli uffici del Comune, entro il termine che scadeva ieri alle ore 12.30, è giunta un’offerta, che sarà aperta stamane alle 10.30 in seduta pubblica nel palazzo municipale. La base d’asta è scesa a 14,9 milioni di euro, dopo essere partita da una valutazione di 22,7.

Secondo le indiscrezioni circolanti sulla piazza, potrebbe trattarsi di un importante investitore austriaco, più esattamente di Graz, capitale della Stiria. Sarebbe stato lui a chiedere al Comune di procrastinare i tempi della gara, che in un primo tempo era stata fissata al 31 maggio, poi spostata al 25 luglio, infine calendarizzata per oggi.

Uno slittamento a fin di bene, alfine di studiare attentamente l’offerta, sulla quale incidono non poco i paletti piantati dalla soprintendente Simonetta Bonomi per tutelare pavimenti lignei e lapidei, stucchi, stufe in maiolica, camini, serramenti, sculture di Antonio Bosa e affreschi di Giuseppe Bernardino Bison. Senza contare la pubblica fruizione “imposta” alla parte fronte a mare.

L’offerente, vista la portata dell’operazione e la complessità del cantiere, ha voluto pensarci bene. Stamane se ne saprà di più, per capire i motivi di questa rilevante scommessa su Trieste. Se si confermerà l’indiscrezione relativa al facoltoso proponente, si possono anticipare alcune riflessioni: per esempio, sulla calata di investitori austriaci (si vedano anche i progetti sull’ex Intendenza di finanza e sull’ ex Fiera) attenti alla progettazione nel settore commerciale-turistico-alberghiero. —



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