Chiocciole senza guscio? Niente paura, c’è Francesca

Per prendersi cura delle lumache in difficoltà la triestina ha creato una sorta di clinica in cortile. Lì Ciclone ha ripreso a muoversi grazie alla nuova “protesi”  

TRIESTE Procede lentamente con la sua “casetta” ricostruita da chi, pochi mesi fa, l’ha salvata. Ciclone è una chiocciola “cornu aspersum” che vive assieme ad un ’altro esemplare della sua specie, Tornado, e due “helix pomatia” , Jasmine e Alladin. A Ciclone si è rotta la conchiglia, ma la triestina Francesca Delben che si sta prendendo cura di lei e delle sue “amiche”, ha creato una sorta di protesi che adattandosi al mollusco è riuscita a ridare protezione a quella bestiola.

«Qualunque essere vivente merita di essere tutelato e protetto». È da questa convinzione che Francesca nel luglio scorso, passando per via Angelo Emo, si è fermata difronte ad una distesa di chiocciole morte sull’asfalto. «Mi ero accorta che solo una era rimasta viva ma non in buone condizioni - racconta la giovane -. L’ho raccolta e portata a casa sistemandola in nella corte interna del mio condominio, mettendola accanto un vaso con cibo e acqua. Ho passato ore ad osservarla e nei giorni successivi ho notato che si muoveva nella corte, ma stazionava sempre attorno a quel vaso, deponendo lì pure 11 uova che però non si sono schiuse».


Passano i giorni, le settimane e quella chiocciola, chiamata Jasmine, era ancora lì. Ormai quell’angolo della corte e quel vaso erano diventate il suo habitat. Non solo. Dopo una ventina di giorni ad unirsi a quella chiocciola ne sono arrivate altre tre - Tornado, Ciclone e Alladin - che, ormai sono diventate stanziali come lei stanziali. «A quel punto - spiega Francesca - ho deciso di sostituire il vaso con una vera e propria teca, sistemata in quello spazio protetto della corte con all’interno delle piante, e dove inserisco per loro del cibo. La sera chiudo la teca e al mattino prima di andare a lavorare la apro. Loro girano nei paraggi, ma fanno sempre base attorno a quel contenitore».

Pochi giorni fa, durante la pulizia della teca, Tornado è caduta e la sua conchiglia si è spezzata. «Fuoriusciva del liquido, mi sono subito documentata su internet per capire come fare per aiutarla - racconta Francesca - e mi sono imbattuta nello studio di un veterinario che aveva pensato di usare la cera per ricostituire il guscio di una chiocciola». Così, la ragazza non si è persa d’animo e con la collaborazione dei suoi figli, si è messa alla ricerca di un guscio di chiocciola vuoto. Passando in rassegna il giardino ne ha recuperati diversi. «Li ho ripuliti - spiega la giovane - fatti bollire per non rischiare infezioni e, trovato il pezzo adatto che combaciava con quella sorta di lacerazione che si era formata nella conchiglia di Ciclone, con della cera tiepida sono riuscita a sigillare perfettamente le due parti. La chiusura è risultata ermetica e a distanza di cinque giorni il sistema sembra funzionare».

La conchiglia delle chiocciole, oltre a proteggerle, riduce anche la perdita di acqua che avviene attraverso l’evaporazione. Ridare una “casetta” ad una chiocciola significa salvarle la vita. Ciclone ha ripreso a muoversi e a mangiare, segue Tornado, vivono quasi in simbiosi e insieme alle altre due chiocciole sono diventate la mascotte del condominio dove Francesca vive con la sua famiglia. –


 

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