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L’ampliamento del casello al Lisert slitta per strascichi giudiziari e contrarietà dei Comuni

Bloccata da due anni l’opera da 16 milioni e 18 mesi di lavori. Rischio “imbuto” con l’apertura delle tre corsie a Palmanova

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TRIESTE Il rischio è quello dell’imbuto. Il Lisert, casello che soprattutto d’estate impone una sosta prolungata a camionisti e automobilisti, è destinato a diventare ancora più inadeguato nei prossimi mesi, quando verosimilmente l’aggiunta di altri chilometri di terza corsia convoglierà ancora più traffico sulla A4 Trieste-Venezia. Un nodo irrisolto, ammette Graziano Pizzimenti, assessore regionale alle Infrastrutture e soggetto attuatore dell’opera: «Siamo fermi sui lavori al Lisert perché, dopo lo stop di un anno fa dovuto all’inchiesta “Grande Tagliamento”, non abbiamo ancora il via libera delle autorità».

Quei lavori sono in programma da tempo. Sono passati due anni dalla firma dell’allora commissario in A4 Debora Serracchiani sul progetto esecutivo e sul bando di gara per l’ampliamento delle strutture di esazione, a partire dall’incremento del numero di porte direzione Trieste di 3 unità, da 9 a 12, ma con la previsione anche di un fabbricato di stazione, di un’area di servizio con parcheggio coperto per i dipendenti e dell’allargamento a tre corsie per un tratto di 350 metri in avvicinamento all’uscita. Un investimento di quasi 16 milioni per un’opera da costruire in 18 mesi e taglio inaugurare entro il 2019. I cantieri non sono invece stati nemmeno aperti. Perché a fine 2018, anche sulla A4, la procura di Gorizia ha avviato indagini legate alla maxi-inchiesta su opere pubbliche e appalti truccati, tanto da determinare l’interruzione dell’operazione Lisert.

Una situazione ancora non sbloccata, conferma Pizzimenti. «A seguito della richiesta della magistratura della documentazione relativa ai progetti di Autovie Venete - spiega l’assessore -, abbiamo ritenuto corretto fermarci e così, nella veste di soggetto attuatore, ho sospeso fino al 31 dicembre di quest’anno la procedura dei lavori di potenziamento del casello. Rimaniamo in attesa di sapere se c’è qualcosa da dover chiarire o, se tutto sarà considerato corretto, del visto per riavviare l’iter. Non resta che auspicare che la Procura, nel più breve tempo possibile, concluda le sue attività e ci consenta di ripartire in modo da dare una risposta alle esigenze del territorio. Quel che è certo è che l’impasse ci crea non poche difficoltà».

Il riferimento è appunto legato alla contraddizione tra una terza corsia che è in corso di completamento, in particolare in quella quarantina di chilometri da Palmanova a Portogruaro che rappresentano l’asse portante dell’infrastruttura, e un Lisert non pronto a reggere il presumibile incremento di traffico in A4. Senza dimenticare che ci potrebbe pure essere la contrarietà di qualche Comune. Anna Maria Cisint, sindaco di Monfalcone, aveva già parlato in passato di «soldi buttati via» e conferma ora la sua preoccupazione «per un intervento che rischia di ferire il patrimonio naturale».

Una soluzione? «Potrebbero bastare i caselli di Villesse e Redipuglia», insiste Cisint, in sintonia mesi fa anche con Fogliano, Ronchi, Duino, Gorizia, Farra, San Pieri e Fogliano Redipuglia per la richiesta di liberalizzazione dal Lisert a Redipuglia. Una richiesta che rilancia per il tratto Lisert-Villesse il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, «almeno per i residenti».

La preoccupazione che il Lisert finisca però per non reggere più è anche del presidente di Autovie Maurizio Castagna: «Inevitabile che ci siano delle criticità». Pizzimenti parla a sua volta esplicitamente di «rischio imbuto». Un guaio dietro l’angolo visto che entro novembre è prevista l’apertura a tre corsie da Gonars al nodo di Palmanova verso Trieste. E non manca molto nemmeno per l’inaugurazione, verosimilmente a marzo 2020, del tratto da Gonars ad Alvisopoli, il più impegnativo e trafficato. Per completare la Palmanova-Portogruaro resteranno a quel punto solo i circa 9 km tra Portogruaro e Alvisopoli, con cantieri aperti nella scorsa primavera e obiettivo di chiusura tra le fine del 2020 e l’inizio del 2021. –


 

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