In regione oltre un minore su 6 vive in povertà relativa

Un'immagine simbolo dal report di Save the Children

Save the Children: cala l'abbandono scolastico ma aumentano i Neet. L'organizzazione rilancia la campagna "Illuminiamo il futuro"

TRIESTE. Oggi in Friuli Venezia Giulia il 17,4% dei minori vive in condizioni di povertà relativa, un dato al di sotto della media nazionale (pari al 22%) ma che riguarda comunque più di 1 minore su 6 nella regione, e conferma come la povertà minorile «resti una vera emergenza». Lo sottolinea Save the Children, che oggi lunedì 21 ottobre presenta in dieci città italiane il suo Atlante dell’infanzia a rischio rilanciando la campagna “Illuminiamo il futuro”.


A livello nazionale, annota l’organizzazione, negli ultimi dieci anni il numero dei minori in Italia che vivono in povertà assoluta è salito dal 3,7% del 2008 al 12,5% del 2018, con 1,2 milioni di bambini. Una povertà non solo economica ma anche educativa. In Friuli Venezia Giulia innanzitutto la percentuale di nuovi nati è scesa del 25,4% rispetto al 2008, dove però è oggi presente un significativo numero di bambini e adolescenti con cittadinanza non italiana, l’11,7% della popolazione dei minori nella regione. Il tutto «mentre l’Italia continua a non avere un Piano nazionale per l’infanzia e a investire risorse insufficienti in spesa sociale, alimentando gli squilibri esistenti a livello di servizi e prestazioni per l’infanzia e condannando proprio i bambini e le famiglie più in difficoltà ad affrontare da sole, o quasi, gli effetti della crisi».


La regione comunque negli ultimi 10 anni ha incrementato di 117 euro la spesa pro capite per interventi a favore dell’area famiglia/minori, arrivando a 275 euro. In Fvg solo il 22,2% dei bambini ha accesso ai servizi per la prima infanzia, ma si registra un progresso rispetto al 14,9% del 2008, con una spesa media pro capite da parte dei comuni per questi servizi che si attesta a 977 euro.


Molto pesante resta il divario fra le varie regioni in tema di dispersione scolastica: il Friuli Venezia Giulia si attesta all’8,9%, dato ben al di sotto della media nazionale (14,5%), e in netto miglioramento rispetto al 2008 (-6,2%). In Fvg però il 41% degli edifici scolastici è privo del certificato di agibilità, dato comunque ben al sotto di quello della media nazionale (53,9%) delle scuole che hanno compilato il dato.


In crescita anche la povertà educativa. Nella fascia 16-17 anni quasi 1 minore su 2 non apre un libro durante l’anno, dato che migliora a 1 su 3 (32,2%) in Fvg, regione dove è migliore anche la percentuale dei ragazzi che fanno sport.


Bambini e ragazzi sono comunque oggi iperconnessi: nel 2008 solo il 12,9% dei bambini e adolescenti del Fvg usava tutti i giorni internet, oggi sono il 54,3%. E se in Italia sono il 23,4% i giovani 15-29enni Neet (che non studiano né lavorano), in Fvg la percentuale scende al 14,5%, anche se in aumento del 2,6% rispetto a 10 anni fa.


L’organizzazione rilancia come detto la campagna “Illuminiamo il futuro” per il contrasto alla povertà educativa, giunta al suo sesto anno, chiedendo proprio – attraverso una petizione disponibile al link http://www.illuminiamoilfuturo.it- il recupero di tanti spazi pubblici abbandonati e inutilizzati su tutto il territorio nazionale da destinare ad attività extrascolastiche gratuite per i bambini e scuole sicure per tutti. La mobilitazione, accompagnata sui social dall’hashtag #italiavietatAiminori, è associata a 16 luoghi simbolici vietati ai minori in Italia, individuati dall’Organizzazione con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui tanti spazi pubblici, da nord a sud, sottratti ai minori nel nostro Paese.

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