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Ultimato il restauro esterno: via i ponteggi da San Silvestro

La chiesetta di San Silvestro (Lasorte)

Completata la prima parte dell’intervento conservativo sulla chiesa valdese. Previsto un altro mese di lavori per il restyling all’interno. Spesa da 260 mila euro 

TRIESTE Fuori uno. Pochi giorni fa le impalcature, che proteggevano gli esterni della chiesa di San Silvestro, sono state smontate. La prima parte del restauro è stata completata: ancora un mese di lavori e anche gli interni del più antico edificio religioso triestino saranno ultimati. È Andrea Dapretto, architetto ed ex assessore nella giunta Cosolini, ad illustrare i risultati ottenuti con un intervento durato circa nove mesi. Inizialmente si riteneva di terminare l’opera a luglio, ma il ritardo della partenza invernale ha determinato lo slittamento di un paio di mesi. Poco male, dice Dapretto, soddisfatto per un lifting che valuta accurato e puntuale.

La chiesa di San Silvestro (Lasorte)


Tetto impermeabilizzato, campanile consolidato, paziente scuci-cuci delle pietre ammalorate, pulizia degli elementi lapidei del protiro e della finestra gotica, curate le malte “incongrue”, protettivi spalmati sulla facciata, ripristinato il rosone: questa la terapia adottata per la parte esterna della chiesa, che appartiene dal 1786 alla Comunità evangelica di confessione elvetica, quando la acquistò all’asta per 2120 fiorini.



San Silvestro secondo antica denominazione o Cristo Salvatore secondo i successivi proprietari non è ancora visitabile. Il cantiere - come si diceva - deve completare l’interno, mediante un intervento combinato che riguarda i lacerti di affresco, ma anche una generale ritinteggiatura, il rifacimento della pavimentazione, l’impianto di riscaldamento, l’illuminazione. Dunque, attenzione prestata al lato artistico e alla vivibilità di un edificio dove l’inverno mordeva rabbiosamente.

Sul campo hanno operato Innocente & Stipanovich e i restauratori Opera Est di Claudia Ragazzoni. L’impegno finanziario ha toccato i 260 mila euro, investiti in massima parte dalla Regione, con un contributo della Fondazione CRT indirizzato al restauro dell’organo.

Si tratta del quarto intervento restaurativo effettuato in un secolo, per consentire la sopravvivenza di questo suggestivo edificio romanico, che domina via del Teatro Romano. Il primo avvenne a cura di Ferdinando Forlati nel 1927, il secondo scattò dal 1963 al 1967 a cura della Soprintendenza per bloccare lo scivolamento della costruzione causato dalla realizzazione della scalinata, il terzo vide un programma di manutenzioni straordinarie nel 1990. Ma Dapretto vorrebbe qualcosa di più. Lo vorrebbe dal Comune affinchè la riqualificazione di uno degli scorci più interessanti di Cittavecchia, tra il barocco di Santa Maria Maggiore e il romanico di San Silvestro, non rimanga a mezza via. «Illuminazione pubblica per dare rilievo all’insieme architettonico, una conduttura d’acqua per evitare che il flusso idrico da via della Cattedrale vada a sbattere sulle antiche pietre rendendo vano il restauro. Ma anche dissuasori e altre misure concrete per mettere fino al parcheggio selvaggio nella zona». —


 

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