Già si discute di luminarie natalizie: dubbi e malumori tra i negozianti

Luminarie in città

Confcommercio convoca gli associati, chiamati a sborsare cifre superiori al passato. Perplessità su tipologia e spesa

TRIESTE Mentre molte attività fanno ancora i conti con i bilanci dell’estate 2019, è già tempo di pensare alle luminarie natalizie. Troppo presto? Decisamente no, a detta di Confcommercio, che ieri ha convocato in un incontro gli associati, per pianificare la situazione. In tempo. «Visto il disastro dello scorso anno – ha esordito il presidente Antonio Paoletti –, quando abbiamo ricevuto critiche pesanti, anche sui social. Non vogliamo che si ripeta».

Nel 2018, dopo la rinuncia di un privato all’incarico, all’ultimo momento era stata installata una serie di luci, compatibilmente con la disponibilità, che a tanti non erano piaciute. «Questa volta se ne occuperà Hera, che ha già trovato il soggetto incaricato del posizionamento. Si passerà da 450 fili a 700, il Comune di Trieste si impegnerà a investire 150 mila euro, derivanti dagli introiti della tassa di soggiorno, ma solo se i negozi aggiungeranno ulteriori 50 mila euro. Hera vorrebbe che le luci fossero allacciate agli esercizi commerciali ma mi impegnerò – ha promesso Paoletti – per un cambio di rotta. Mi sembra più corretto vengano utilizzate le loro centraline».


Tanti i dubbi, e pure qualche malumore, espressi dai soci presenti. Tra le prime domande quella di vedere in anteprima la tipologia di luminarie che saranno collocate in città. Sono state quindi proiettate alcune foto in sala, con tre esempi, tra stelle, fiocchi o cascate. «Sono sempre le solite – ha commentato più di qualche negoziante –, semplici e abbastanza tristi». C’è chi ha chiesto poi di aggiungere alla piantina delle vie, dove i fili saranno sistemati, anche strade o piazze attualmente tagliate fuori. «Accogliamo tutte le vostre segnalazioni – ha precisato Guerrino Lanci, presidente di Federalberghi Trieste –, naturalmente toglieremo le luci nelle vie dove nessuno vorrà contribuire, a beneficio di chi vorrà invece investire, con la cifra che sarà stabilita».

Ma quanto spenderà ogni negoziante? L’importo sarà valutato nelle prossime settimane, quando i referenti di ogni strada avranno il compito di interpellare i “colleghi”. A quel punto sarò chiaro in quanti dovranno dividersi l’importo di 50 mila euro. «Chiedo la vostra collaborazione – ha sottolineato Paoletti rivolgendosi alla platea –: una volta sondato il terreno, procederemo in tempi rapidi». C’è chi auspica che vengano stabilite tariffe adeguate alla grandezza dell’attività, chi spera che aderisca un numero superiore di realtà rispetto allo scorso anno e chi si dichiara un po’ stufo di dover mettere mano al portafoglio. «Ogni cifra che esce dalle casse per noi è sempre più pesante – commenta un commerciante –. Speriamo che prima o poi sia magari solo il Comune ad accollarsi la spesa». —


 

Tartellette di frolla ai ceci con kiwi, avocado e yogurt

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi