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Sanità, “caccia” agli interinali per coprire i buchi Sores

Operatori del 118

Pubblicato e poi ritirato dal sito di un’agenzia per il lavoro l’annuncio per infermieri da inserire nella centrale a Palmanova. I manager triestini smentiscono Zavattaro

TRIESTE C’è pure il giallo dell’annuncio per l’assunzione di personale interinale nella vicenda della Sores, la Sala operativa regionale per l’emergenza sanitaria che ha visto 31 dipendenti su 38 presentare la richiesta di mobilità a causa delle pesanti condizioni di lavoro dovute al sotto organico. L’altra sera, e fino a ieri mattina, il sito dell’agenzia per il lavoro Gi Group ospitava una ricerca di infermieri proprio per la centrale di Palmanova. Poche ore dopo, però, l’annuncio è scomparso. A quanto risulta, si è trattato del dietrofront del commissario dell’Arcs Francesco Nicola Zavattaro (il più contestato nell’incontro con gli operatori di giovedì) che, per precauzione, aveva ritenuto opportuno affidarsi al lavoro temporaneo. I rinforzi in arrivo dalle aziende della sanità regionale dovrebbero tuttavia risolvere l’emergenza e dunque si è ritenuto di non proseguire nella ricerca di personale infermieristico evidentemente non formato per le esigenze della Sores.



Stando agli accordi raggiunti l’altro ieri tra la Regione, presente con l’assessore Riccardo Riccardi, e il personale, sarebbero attesi a Palmanova altri 7 infermieri: 3 provenienti da Trieste, 3 da Pordenone e uno da Udine. Sui triestini, peraltro, c’è da rilevare la nota di smentita del direttore del Dipartimento emergenza urgenza Umberto Lucangelo e del responsabile del 118 dell’AsuiTs Alberto Peratoner nei confronti del commissario Zavattaro.

«Contrariamente a quanto affermato sui quotidiani locali - si legge -, laddove emerge che AsuiTs non avrebbe dato disponibilità a supportare le gravi carenze di Sores, non mettendo a disposizione l'elevata professionalità degli infermieri del 118 triestino, desideriamo sottolineare che un tanto non corrisponde a verità». Lucangelo e Peratoner precisano che l’azienda «ha solamente richiesto ad Arcs una propedeutica formalizzazione delle modalità contrattuali, normative, assicurative ed economiche finalizzata alla massima trasparenza, garanzia e tutela degli operatori e di AsuiTs. Al momento attuale - proseguono - tra Arcs ed AsuiTs non è stata nemmeno stipulata una convenzione, indispensabile per poter effettuare uno scambio di professionisti. Rimaniamo in attesa perciò di tutti gli atti formali nel rispetto di normativa e contratti di lavoro, rinnovando la nostra disponibilità a supportare, laddove possibile, le gravi carenze di Sores».



Se le procedure si sbloccheranno, i rinforzi dunque ci saranno. «Ciò che conta è che ci sia personale già preparato - sottolinea il segretario regionale Fials Fabio Pototschnig -. Parliamo di un lavoro che richiede competenze specifiche nell’ambito dell’emergenza sanitaria, non sarebbe stato sufficiente rivolgersi a personale interinale. Bisogna investire su professionisti che consentano di dare continuità al servizio». Una situazione, quella della Sores, che la Fials denuncia da tempo. «A giugno abbiamo portato a conoscenza dell’assessorato e dell’Arcs quanto stava accadendo - prosegue Pototschnig -, ma nessuno hai poi cercato soluzioni risolutive». Secondo la Fials di Trieste, serve «la riattivazione della centrale del 118 di Trieste, da affiancare operativamente alla centrale di Palmanova; ipotesi rimarcata anche in occasione dell'ultimo incontro in consiglio comunale, dove erano presenti l’assessore Riccardi e il sindaco Roberto Dipiazza». —


 

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