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Gialuz: «Barcolana, una festa patrimonio della città. Nel 2020 altre iniziative nei rioni»

Mitja Gialuz

Il presidente della Società velica di Barcola e Grignano, Mitja Gialuz, si gode il nuovo successo: «Sul piano sportivo l’assenza di vento ha livellato i valori. Spero che Vinčec difenda il titolo» 

TRIESTE «It’s so enjoyable!» Gli ospiti molto british provenienti dall’Island Sailing Club di Cowes, Isola di Wight, una delle culle della vela moderna, davanti allo spettacolo della partenza della Barcolana vista dal mare su un gommone erano senza parole: «È così piacevole!».



Il giorno dopo la Barcolana 51 il presidente della Società velica di Barcola e Grignano Mitja Gialuz si gode l’ennesimo successo di un evento capace anno dopo anno di regalare brividi sempre nuovi, anche se la testa è già alla Barcolana 2020, alla Barcolana numero 52.

Presidente Gialuz, perfino gli ospiti provenienti dalla patria della vela contemporanea si sono emozionati domenica nel golfo.

Un bellissimo riconoscimento! Sto incontrando tante persone, ricevendo tanti messaggi e tutti ci fanno i complimenti. Anche una skipper di regate transoceaniche come Dee Caffari era incredula domenica mattina di fronte a quello che vedeva, ammirata dal coinvolgimento dell’intera città e non solo. La certificazione di Trieste a capitale mondiale della vela, la certificazione della Barcolana come evento al quale si deve partecipare.



Se poi pensiamo a come è nata la Barcolana, e a come è nata la Società velica di Barcola e Grignano mezzo secolo fa, scommessa di undici amici appassionati...

È una vera favola e mi emoziono ogni volta che ci penso! Penso che i segreti del successo della Barcolana siano due. Innanzitutto, l’aver saputo coltivare sempre il senso della partecipazione, della condivisione, del “c’ero anch’io”. E poi, l’umiltà, il non essersi mai montati la testa, sapendo innovare nel rispetto della tradizione. È così che siamo passati dai gozzi all’e-sailing. A proposito: con l’e-sailing hanno regatato in Barcolana quasi 10 mila persone in tutto il mondo (ma le partenze sono state 200 mila) e ha vinto uno spagnolo. Sono dati incredibili, noi stessi triestini non ne siamo consapevoli fino in fondo.



Domenica si è vissuto anche in mare un tifo da stadio davvero emozionante.

La Barcolana è una regata, ma anche molto di più. Una festa per chi è in barca a regatare e una festa per chi è in mare a godersi lo spettacolo: anche in questo caso migliaia di persone! E proprio per esaltare lo spirito di Barcolana abbiamo introdotto la Coppa per l’ultimo classificato, che mi ha portato domenica alle 18 a essere in mare, davanti ai colori magici del tramonto, con Nave Vespucci che lasciava le Rive... Da brividi! Sono queste le magie della Barcolana, come una foto scattata da Carlo Borlenghi, fotografo che ha immortalato non so quante Coppe America o Olimpiadi e capace domenica di fotografare l’equipaggio di una barca impegnato a scolare la pasta...



La Barcolana 51 ha vissuto, complice il non vento, un risultato sportivo a sorpresa, con EWol Maxi Jena a vincere e con i “piccoli” Shining e Scorpio a completare il podio. E i maxi, i grandi favoriti, sono rimasti dietro.

E anche questa è la Barcolana, con l’assenza di vento che ha livellato tutti i valori. Tecnicamente la Barcolana è una regata che può rivelarsi molto, molto complicata. Ha vinto Gašper Vinčec con un equipaggio transfrontaliero e questo mi piace sottolinearlo: dopo la vittoria mi ha accolto sulla sua barca con una bottiglia di vino chiamato “Sine Finis”, senza confini, che nasce in Collio da uve sia slovene che italiane. Un bel segno. E ora mi auguro che il prossimo anno sia in Barcolana da defender.



Anni fa si sono avute molte polemiche sul sospetto uso del motore in una Barcolana anch’essa piatta...

La giuria internazionale ha posto una particolare attenzione a questo aspetto, con giudici sui gommoni in mezzo alle barche per verificare la correttezza della regata. Non abbiamo avuto alcuna evidenza di comportamenti scorretti né alcun reclamo ufficiale.

A terra tanta, tanta gente a invadere le Rive e il Villaggio Barcolana.

Un’affluenza superiore anche allo scorso anno in un clima di assoluta sicurezza grazie al grande lavoro di tutte le forze dell’ordine in un momento per loro e per la città tutta tanto difficile dopo la morte dei due agenti dieci giorni fa. Ma l’aver allargato gli spazi a piazza Unità ha reso l’intera area delle Rive più vivibile. Ora stiamo già riflettendo sul prossimo anno, siamo pronti a ripensare il Villaggio per coinvolgere ancor più la città. Così come stiamo pensando a nuove iniziative nei rioni: lunedì 7 l’intervento a Melara è stato bellissimo, con grande partecipazione delle scuole e delle associazioni. Trieste è una città carsica, con grandi energie sotterranee: la Barcolana è un catalizzatore che le fa venire allo scoperto. Perché la Barcolana è comunque e sempre profondamente triestina e di tutti. Per questo dico no a tutte le strumentalizzazioni, anche politiche, che periodicamente vengono fatte. La Barcolana è una festa del mare, una festa di tutti, un patrimonio della città e come tale va preservato. —


 

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