Sold out sfiorato per hotel e locali nel fine settimana della Barcolana

Pienone di gente al Villaggio Barcolana

L’impennata degli affari registrata in particolare al sabato Per gli esercenti però meno presenze totali rispetto al 2018

TRIESTE Una Barcolana da quasi tutto esaurito tra hotel e locali, ma solo nel weekend. Meno persone del 2018 in città, secondo molti esercenti, durante la settimana e un afflusso minore, in generale, rispetto all’edizione 50, più attrattiva, naturalmente, per il compleanno importante.

È il bilancio, per il settore ospitalità e ristorazione, del grande evento appena concluso, che si conferma comunque l’appuntamento più importante dell’anno per la città di Trieste, ma che incassa anche qualche critica su stand e villaggio o meglio qualche suggerimento su miglioramenti da valutare per il 2020.



«Si conferma di sicuro la grande festa della città, che quest’anno è stata, come è giusto, smorzata dalla tragedia che ha colpito Trieste – commenta Bruno Vesnaver, presidente della Fipe –: il lavoro di esercenti e stand si è concentrato prevalentemente nel fine settimana. Bar, ristoranti, pizzerie e gelaterie ne traggono come sempre beneficio, particolarmente quelli del centro. Barcolana però – sottolinea – è sinonimo di qualità. Dunque, a mio avviso, anche nel villaggio bisognerebbe puntare ad alzare il livello qualitativo della scelta enogastronomica. Il rischio, altrimenti, è che si trasformi in una grande sagra. La proposta dovrebbe essere più contenuta e, come detto, di qualità».



Contenti comunque i locali, soprattutto delle Rive e del centro cittadino, per la presenza sabato e domenica di migliaia di turisti. «Confermiamo i flussi dello scorso anno di cui eravamo già molto soddisfatti – dicono da Eataly –: ottima la risposta dei clienti nei confronti delle nuove proposte gastronomiche del ristorante e abbiamo accolto numerosi equipaggi, che ci hanno scelto per il rifornimento della cambusa».

Anche via Torino ha registrato tante persone, tra pranzi e cene, ma, come altri punti della zona, solo nel weekend. «Le cose sono andate bene, siamo stati pieni soprattutto il sabato – spiegano dalla Cantina del Vescovo –, pochissimo durante la settimana e pertanto smetterei di chiamarla la “settimana della Barcolana”, perché l’evento non riesce ad attirare persone per tutto il periodo. Comunque tanti turisti ci sono stati, e a nostro parere quest’anno più italiani». Anche altri ristoranti confermano ottimi affari sabato, durante tutto l’arco della giornata, così come i bar, meno invece la domenica, dove molti si sono fermati per il pranzo, mentre a cena parecchi tavoli erano liberi.



Pienone poi tra alberghi, B&B, affittacamere e appartamenti. «Ma qualche stanza si trovava ancora – racconta Guerrino Lanci, presidente di Federalberghi Trieste – per le consuete variazioni dell’ultimo minuto. Direi quindi un quasi tutto esaurito, in linea con gli anni scorsi. Questa volta però si è abbassata la permanenza di chi ha alloggiato fuori dal centro. Chi ha scelto invece la città, si è fermato per una media di 2,7 notti. E nel weekend di Barcolana – aggiunge – abbiamo registrato molte prenotazioni a Trieste per le giornate di martedì 15 e mercoledì 16 ottobre, quando tanti arriveranno per dare l’ultimo saluto ai due poliziotti uccisi in Questura».



Difficile capire con esattezza al momento se l’edizione 2019 sia riuscita a replicare, come numeri, Barcolana 50, per la quale era stato effettuato uno studio dal professor Guido Guerzoni della Bocconi, in partnership con B2G Consulting, diffuso lo scorso febbraio. Era emerso come la regata 2018 avesse generato una ricchezza per la città pari a 95 milioni di euro, 71 milioni derivati dall’impatto dell’evento sul territorio, ai quali si sommavano i 26,5 milioni di euro della valorizzazione dei ritorni media. —


 

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