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Belgrado, Skopje e Tirana: patto a tre per far nascere la “mini Schengen”

Ok al documento che spiana la strada a un mercato comune Vučić: porte aperte agli altri Paesi dell’area ancora extra Ue

BELGRADO. Fare da soli, senza aspettare interventi dall’esterno o “tutori” - leggi Bruxelles - a guidare e sorvegliare idee e processi. È la strada che sembrano aver imboccato con decisione tre Paesi balcanici spesso in rotta di collisione – Serbia, Macedonia del Nord e Albania - ora in apparente sintonia. Sintonia che riguarda la prossima creazione di una sorta di “piccola Schengen” fra Paesi della regione ancora extra Ue: il tema è stato ieri al centro di discussioni a Novi Sad, in Serbia.

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