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Crociere boom a Trieste, ma l’Authority frena sulle opere infrastrutturali

La “Mein Schiff” ormeggiata alla radice del Molo Settimo. (Bruni)

Il presidente D’Agostino: «Mercato instabile e previsioni di incremento da verificare prima di nuovi investimenti»

TRIESTE «Dare soldi vedere cammello», celia Zeno D’Agostino quando gli si chiede cosa ha intenzione di fare l’Autorità portuale per supportare a livello infrastrutturale le previsioni in crescita del traffico crocieristico. Traffico che nel 2021 dà per raddoppiato a 350 mila il numero di passeggeri alla Marittima, in gran parte merito delle 26 toccate programmate da “Msc Fantasia”.



D’Agostino è presidente sia dell’Autorità che di Trieste terminal passeggeri (Ttp), la gerente di Stazione marittima e Molo IV controllata dalla cordata privata Tami (Costa, Msc, Generali, la quota di Giuliana Bunkeraggi da spartire) e partecipata al 40 per cento dalla stessa Autorità. Ormeggio 57? Scalo Legnami? Adria Terminal (che a Ttp non piace per ragioni tecniche)?

Non vuole polemizzare con i soci privati ma ritiene di precisare che le scelte strategiche sugli investimenti infrastrutturali (leggi banchine e ormeggi) spettano alla parte pubblica. E la parte pubblica – argomenta il presidente – non intende assumere decisioni precipitose: «Il mercato è instabile, in particolare quello adriatico fortemente condizionato da quanto accade e accadrà a Venezia. Siamo contenti che i numeri della Trieste crocieristica comincino a lievitare, ma, rispetto ad altri scali, restano ancora contenuti». «Non solo: se confrontiamo le cifre della crocieristica con quelle di altri comparti della portualità triestina – insiste – vediamo che l’andamento del cruise è risultato finora sensibilmente inferiore».

Parola d’ordine prudenza: l’Autorità portuale si riserva di investire sulla crocieristica una volta verificato se le previsioni combaceranno con la realtà. «E avendo verificato quale sarà l’effettiva utilità per la città», completa D’Agostino, il quale puntualizza che le decisioni saranno prese parlando con le grandi compagnie socie come Costa e Msc.

Al presidente va di replicare a 360 gradi. Per esempio, non esclude affatto che, dopo il 2022, Adria Terminal, oggi banchina multipurpose gestita da GmT, possa essere trasformata in uno scalo crocieristico inserito in Porto vecchio. In passato si era parlato di un interesse manifestato da Msc, che poi ha preferito dedicarsi alla Marittima. «Se Adria Terminal presenta qualche problema tecnico, esiste la possibilità di apportare modifiche per favorire la manovra delle navi», completa D’Agostino.

Infine, ripiombiamo ai giorni appena trascorsi. Per esattezza a quando sono approdate a Trieste due navi da crociera che, causa Barcolana, non hanno potuto ormeggiare entrambe alla Marittima. La “Horizon” ha attraccato alla parte sud della Marittima, mentre “Mein Schiff” ha dovuto ripiegare sull’ormeggio 57 alla radice del Molo VII, da dove i turisti sono stati spostati con i pullman. Le due unità muovono tra arrivi/partenze 7500 persone. —


 

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