Equipaggio si addormenta e il peschereccio affonda davanti alla costa di Fano

FIUME Sono salpati dal porto di Lussinpiccolo per una battuta di pesca e quindi, ad alcune miglia dall’isola nordadriatica, hanno attivato il pilota automatico, recandosi incautamente a dormire. A svegliarli è stato l’urto del loro peschereccio contro uno scoglio, con l’imbarcazione che ha cominciato ad imbarcare acqua, affondando parzialmente. I due pescatori croati, benché sotto choc per quanto avvenuto, non si sono persi d’animo: si sono lanciati in mare, aggrappandosi ad una boa ed hanno cominciato a nuotare verso la terraferma, distante circa un miglio e mezzo. Hanno impiegato 3 ore per raggiungere la costa dove, stremati, sono stati visti dal proprietario di un bar, Andrea Di Maggio. Infatti, il loro peschereccio è andato a schiantarsi contro le coste italiane, a Fano, che dista 138 chilometri in linea d’aria da Lussinpiccolo.

In condizioni normali, il viaggio in mare tra queste due località dura tra le 8 e le 10 ore, tante quante sono servite al natante a raggiungere la dirimpettaia Italia, finendo però per essere squarciato da uno scoglio. L’incredibile incidente, riportato dal portale italiano Corriereadriatico, si è verificato alle 4.30 del mattino del 28 settembre, sabato, con il peschereccio lungo 14 metri che era partito nel tardo pomeriggio dal capoluogo lussignano, con a bordo due pescatori di 29 e 27 anni. Vinto dalla stanchezza, uno di essi è andato a coricarsi, mentre l’altro – seguendo l’esempio del collega – ha deciso di inserire il pilota automatico per poi addormentarsi. Alcune ore dopo, la collisione.


«Erano le 7 e stavo per aprire il mio locale quando ho notato quei due uomini giunti a nuoto sulla spiaggia di fronte al bar. Erano in mutande e canotta ed ho capito subito che non erano italiani ma croati. Mi hanno spiegato in qualche modo che il loro peschereccio era andato a fondo a qualche miglio dalla terraferma e che non c’erano altri a bordo. Ho telefonato alla polizia e quindi ho dato loro bevande calde e sigarette». In pochi minuti è giunta un’ambulanza, con i medici che hanno controllato i due pescatori, concludendo che – a parte lo spavento e lo sforzo profuso per raggiungere la costa – non avevano riportato nessuna ferita.

Un gruppo di sub italiani ha raggiunto il motopesca, affondato in un’area dove il mare è profondo 10 metri, appurando che non c’è stato alcuno sversamento di idrocarburi. L’unità è stata quindi riportata in superficie e trainata fino al porto di Fano, dove dovrebbero essere riparata.

Sul caso la polizia italiana e la Capitaneria di porto di Fano hanno aperto un’inchiesta, con le forze dell’ordine che vogliono capire se l’imbarcazione sia davvero servita ai due croati per pescare o se al suo interno vi fosse un carico sospetto. La Capitaneria portuale di Lussinpiccolo ha comunicato che le autorità italiane hanno allertato il Centro per le ricerche e il salvataggio in mare, con sede a Fiume e il ministero croato del Mare e Trasporti. «Gli inquirenti italiani vogliono fare completa luce sul drammatico episodio, per appurare che non ci sia qualcosa di losco – è quanto sottolineato da David Radas, portavoce del predetto dicastero – in questo momento non sappiamo in quali condizioni sia il peschereccio, né quando i due pescatori croati potranno rimpatriare». –


 

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