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Giornate d’autunno Fai nelle dimore storiche: ecco i 21 siti in Fvg

Il 12 e 13 ottobre in Friuli Venezia Giulia si potranno visitare anche la Curia a Trieste e villa Locatelli nella tenuta di Angoris

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TRIESTE Il 12 e 13 ottobre ritornano le Giornate Fai d’Autunno, dedicate quest’anno all’“Infinito” di Giacomo Leopardi, e con esse si spalancano le porte di 700 luoghi in tutte le Regioni, 21 dei quali in Friuli Venezia Giulia. Sette le località disseminate nelle quattro provincie che saranno coinvolte: da Cormons nel goriziano, a Pasiano di Pordenone, dalle friulane Martignacco, San Pietro al Natisone, Gemona del Friuli, Sedegliano al capoluogo Trieste, unica città presente tra i quattro capoluoghi di provincia del Fvg.

Ieri mattina alla Biblioteca Statale “Stelio Crise” di Trieste, Tiziana Sandrinelli, presidente del Fai Fvg, insieme a Francesca Richetti, direttrice della Biblioteca statale triestina, a Eugenia Fenzi, Marina Fileti, Chiara Bettuzzi, rispettivamente capi delegazione di Fai Trieste, Pordenone e Udine, e a Bruno D’Emidio, capo gruppo Fai di Cividale del Friuli, hanno sottolineato l’importanza di eventi di questa caratura. «Quest’anno – ha anticipato Sandrinelli - dovremmo confermare gli ottimi numeri dello scorso anno quando in campo scesero 90 volontari e 110 apprendisti ciceroni. Anche quest’anno saranno i giovani volontari i veri protagonisti, una realtà a cui consolidamento abbiamo fortemente contribuito». In provincia di Gorizia ci sarà l’apertura al pubblico di villa Locatelli, nella tenuta di Angoris.

È stata poi la volta di Fileti che ha illustrato le iniziative nel pordenonese, nello specifico a Pasiano di Pordenone: “Ville Venete e curiose sorprese” è il percorso lungo il quale si potranno apprezzare otto siti, da Villa Cavazza Querini, distinta in tre parti, con l’ala est aperta solo agli iscritti Fai, e con quella ovest che presenta per sabato alle 17 un “aperitivo con le streghe”, a Villa Gozzi e Villa Luppis. Non solo ville venete ma anche curiosità: sarà visitabile il Museo della Radio Antica, che conserva circa 300 oggetti che ripercorrono la storia della radio dagli anni ‘20 fino agli anni ‘70, e il Tempio Sikh Gurudwara Guru Nanak Dev Ji.

Su Trieste ha relazionato Fenzi, che ha ricordato come le aperture seguiranno il percorso del “Viaggio tra le vicende storiche delle dimore del Borgo Giuseppino” e riguarderanno Palazzo Brambilla Morpurgo, Palazzo Vivante, entrambi in largo Papa Giovanni XXIII e il Palazzo Vescovile o Vicco di via Cavana, quest’ultimo visitabile dai soli soci Fai. I primi due sono palazzi gentilizi appartenenti a famiglie che hanno fatto la storia economica di Trieste e dell’impero. Relativamente all’edificio di via Cavana, fu costruito a fine ‘700 e trasformato in episcopio negli anni ‘40 del XIX secolo, conserva al suo interno una splendida cappella, esempio di secessione viennese. Bettuzzi ha presentato le iniziative nella provincia udinese: Tre gli itinerari proposti in terra friulana. Si va da “Appena fuori città tra parchi e ville a Martignacco” con visite a Villa Deciani, Villa Italia e Villa Stringher” a “Il Cima ritrovato: la Chiesa della Beata Vergine delle Grazie e i tesori di Palazzo Elti” che focalizza l’attenzione su due beni di Gemona del Friuli, ossia la Chiesa della Beata Vergine delle Grazie e il Museo Civico Palazzo Elti Forte di Monte Ercole. Infine a Sedegliano con l’itinerario “I tesori nascosti di Gradisca di Sedegliano” va alla scoperta della Chiesa di San Giorgio, a Gradisca di Sedegliano, e di Palazzo Venier.

Infine D’Emidio ha svelato l’itinerario “La Slavia veneta (o friulana): una realtà da riscoprire” con visite alla chiesetta votiva di San Bartolomeo e al Museo Multimediale Sloveno, entrambi a San Pietro al Natisone. —


 

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