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Addio alla piccola grande Sveva, ha insegnato agli adulti a non mollare

La piccola Sveva

A distanza di 18 mesi dalla terribile diagnosi, si è spenta la bambina di 8 anni “adottata” dalla Pallacanestro Trieste e dall’intera città. Il messaggio dei genitori

TRIESTE Un pugno allo stomaco. La piccola Sveva non c’è più. Il triste annuncio, pubblicato all’alba di ieri mattina dal papà Paolo sui social, ha tolto il fiato alle tante persone che si erano schierate al fianco di quell’eroina di appena otto anni, per sostenerla nella sua battaglia contro il male che, dal maggio del 2018, le aveva tolto la leggerezza dell’infanzia. Catapultando lei e la sua famiglia in un abisso.



Trieste, di fatto, aveva adottato quella bambina, tifosa sfegata della Pallacanestro Trieste, che si allenava sul parquet tra palleggi e tiri verso la retina con la BaskeTrieste. La partita decisiva, quella della vita, Sveva purtroppo l’ha persa. Ma la sua forza, la sua tenacia, il suo sorriso rimarranno nel cuore di moltissimi triestini. Gli stessi che le erano stati virtualmente accanto anche quando i suoi riccioli avevano iniziato a cadere. A loro quella bimba ha insegnato una lezione preziosissima: non servono solo i muscoli per lottare. Facendo capire anche che in queste partite, è l’amore a sostenere più di ogni altra cosa chi è in difficoltà.



L’hashtag #iotifosveva – lo stesso che il padre ieri ha utilizzato nel suo post su Facebook, su sfondo nero, per comunicare che la sua guerriera non ce l’aveva fatta – è diventato virale. La città intera e i campioni dello sport – da Gallinari a Castrogiovanni, fino a Federica Pellegrini che l’ha incontrata lo scorso maggio alla piscina Bianchi –, l’hanno condiviso. I giocatori della Pallacanestro Trieste avevano indossato, prima di una partita, la sovramaglia con la scritta “Forza Sveva”. E la Curva Nord del palazzetto le aveva dedicato un incoraggiamento, esibendo centinaia di cartelli con il sul nome.

«Quando un anno e mezzo fa una terribile diagnosi ci ha spezzato le gambe, – hanno spiegato ieri pomeriggio il padre Paolo e la madre Marta – un’incredibile ondata d’amore, partita dall’amico fraterno Maurizio Pribaz e diventata poi virale, ci ha trascinato fuori dalla disperazione più totale regalandoci un sostegno che è stato per noi fondamentale. Sveva lo ha vissuto come un onore sentendosi sì “famosa”, ma prima di tutto amata. Credetemi, per lei e per noi è stata una cosa importantissima».

Ieri, non appena si è sparsa la triste notizia, la città si è stretta nuovamente attorno a quella famiglia. «Quella stessa onda d’amore ora è tornata, – dichiarano i genitori – più forte di prima, e ci commuove come un anno e mezzo fa. Non abbiamo parole per ringraziare. Svevuccia, come sempre ha fatto breccia nel cuore di tutti». E rivolgendosi alla loro bambina, concludono: «Ora divertiti, ti concediamo un po’di tempo, te lo meriti. Noi ti aspettiamo #iotifosveva».

Pallacanestro Trieste, ieri, esprimendo il suo cordoglio ha scritto: «In momenti come questi non ci sono mai le parole adatte per esprimersi, ma solamente il silenzio, il rispetto e la vicinanza verso una famiglia che, insieme alla sua piccola, ha lottato per un anno e mezzo». Sabato prossimo, 5 ottobre, con un po’di anticipo rispetto all’inizio della partita contro l’Olimpia Milano, gli istruttori e i piccoli campioni della Basketrieste daranno vita ad un’iniziativa per ricordare Sveva. –


 

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