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Travolto dal camion, porto di Trieste fermo 24 ore. La Procura indaga sull’incidente mortale

L'ambulanza intervenuta sabato sera a bordo della nave turca “Ephesus”, ormeggiata al terminal Samer di Riva Traiana, dove si è consumata la tragedia. Foto Silvano

Sciopero dei lavoratori, i sindacati chiedono un incontro urgente ad Authority e Samer dopo la tragedia in Riva Traiana

TRIESTE Il dolore dei colleghi. La rabbia del fronte sindacale. La morte del quarantaseienne triestino Roberto Bassin, il guardiafuochi della Cooperativa Servizi Portuali-Coosp che sabato sera è rimasto schiacciato da un semirimorchio in manovra sulla nave turca “Ephesus” ormeggiata al terminal Samer in Riva Traiana, ieri ha paralizzato l’intero scalo. Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti e Ugl mare, appresa la tragica notizia, hanno proclamato lo sciopero generale dalle 22 di sabato alla stessa ora di domenica, ieri appunto. Si sono fermati anche il Coordinamento lavoratori portuali Trieste e l’Usb.

Roberto Bassin


«Una lavoratore è deceduto mentre era al lavoro – accusano in una nota stampa congiunta le sigle confederali –, una strage che va fermata con tutti i mezzi in possesso delle istituzioni e con una campagna di prevenzione» perché «non è concepibile morire sul lavoro e per il lavoro». Di qui la richiesta di attenzione, rivolta alle istituzioni e al sistema delle imprese, «affinché la sicurezza e la prevenzione della salute» rappresentino «una priorità assoluta». Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uil trasporti, insieme all’Ugl mare, sollecitano inoltre un incontro urgente con i vertici dell’Autorità portuale e della Samer. Il segretario provinciale della Filt-Cgil, Paolo Peretti, invoca chiarimenti anche sui tempi di soccorso della vittima: «I lavoratori mi hanno riferito che l’ambulanza è arrivata dopo 25 minuti dalla chiamata. Comunque in porto serve un presidio sanitario fisso».



Il presidente dell’Authority Zeno D’Agostino ha emesso una nota stampa sull’accaduto. «Morire sul lavoro è inaccettabile, esprimo il mio più profondo cordoglio alla famiglia di Roberto Bassin. Un pensiero di solidarietà e di sostegno morale – ha evidenziato – deve essere anche espresso all’autista del trattore portuale e della sua famiglia, coinvolti nell’incidente che, al di là delle responsabilità in corso di accertamento da parte degli inquirenti, sono stati anch’essi travolti da un’immane tragedia. L’Authority – afferma il presidente – esprime anche condivisione per l’iniziativa di astensione dal lavoro in segno di lutto e solidarietà, proclamata dai sindacati. Sul tema della sicurezza non si deve mai abbassare la guardia e già nei prossimi giorni incontreremo i sindacati e i rappresentanti per la sicurezza di sito, al fine di individuare ulteriori iniziative per migliorare la prevenzione degli infortuni. Da questo punto di vista formazione, vigilanza, regolazione del lavoro svolti in questi anni nello scalo rappresentano un modello a livello nazionale. Tuttavia, il drammatico incidente indica che gli sforzi non sono mai sufficienti e che la pericolosità del lavoro portuale impone uno sforzo ulteriore».

Sul caso la Procura ha aperto un fascicolo. Andranno innanzitutto accertati l’esatta dinamica dell’incidente e il rispetto delle norme di sicurezza. Sabato i rilievi della Polmare, della Scientifica, della Capitaneria e degli ispettori dell’Azienda sanitaria si sono protratti fino alle due di notte. Sono stati interrogati anche i lavoratori presenti al momento dell’incidente. Quel che si sa è che la vittima è stata travolta da un semirimorchio (agganciato a una motrice) in manovra. Alla guida c’era un dipendente della Samer. Bassin era il guardiafuochi incaricato.

La nave turca è stata già dissequestrata ed è ripartita. Resta sotto sequestro, invece, il veicolo coinvolto nell’incidente. L’altra notte i lavoratori si sono radunati attorno al feretro del collega, accompagnandolo a piedi – e con un applauso – dal terminal fino all’uscita del varco portuale. —


 

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