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In Tribunale mancano giudici: slitta il processo “caporalato”

Trasferito il magistrato Iorio che fino a giugno aveva sostituito Bonasia. Il presidente Sansone: è una macchina penale ridotta, ci saranno rallentamenti. Prima udienza rinviata al 28 novembre

MONFALCONE Udienza rapida, ieri mattina, al Tribunale di Gorizia per il processo in relazione al “caporalato” nell’ambito dell’appalto in Fincantieri. Pochi minuti per dirimere i primi aspetti poi, davanti ad uno stuolo di legali, tra i rappresentanti delle difese e delle parti civili, il presidente del Collegio giudicante Marcello Coppari ha disposto il rinvio al 28 novembre. Udienza filtro per il procedimento a carico di 8 imputati e 4 società, parti offese 18 lavoratori bengalesi. Ed è emersa una questione di fondo: i giudici togati sono rimasti solo due quando, nella collegiale, sono tre. Il magistrato Iorio, subentrata alla collega Bonasia, in maternità, dopo circa un mese e mezzo a Gorizia, s’è trasferita. A fine giugno, pertanto, il settore penale è rimasto sguarnito di un togato e lo sarà fino al rientro della titolare Bonasia, previsto il prossimo aprile. Attualmente, quindi, a reggere la corposa attività giudiziaria collegiale sono i giudici Coppari e De Vincenzi. Una situazione che complica l’andamento dei processi. Certo, a contribuire a “far quadrare i conti” c’è anche il dottor Rozze, ma non tutti i procedimenti possono essere appannaggio di un giudice onorario (Got), in ordine alla qualificazione dei reati. L’alternativa è il ricorso al giudice civile, o giudice ordinario. E “prestare” magistrati dal settore civile non è altrettanto semplice, a sua volta alle prese con una corposa attività.



Insomma, la coperta è corta. Il presidente del Tribunale, Giovanni Sansone, non lo ha nascosto. «Con l’assenza per maternità del giudice Bonasia ed il trasferimento del giudice Iorio – ha osservato –, ci troviamo con due giudici togati. Siamo di fronte ad una “macchina” penale ridotta». A chiedergli se ci possa essere il rischio di prolungare i procedimenti penali, ha affermato: «I rallentamenti saranno inevitabili, tuttavia c’è l’impegno da parte dei nostri giudici di contenere al minimo il disagio nel servizio di giustizia». Il Collegio è cambiato, per i processi sostenibili continuerà ad intervenire il got Rozze, oppure a completare la triade sarà il giudice civile. Per portare avanti i procedimenti già avviati con la presenza di Bonasia, peraltro, la sostituzione di un giudice civile richiede il preliminare consenso delle parti. Ieri mattina un giudice civile ha permesso di aprire l’udienza. L’avvocato Riccardo Cattarini ha preso la parola, evidenziando sostanzialmente l’opportunità piuttosto di comunicare anticipatamente l’aggiornamento dell’udienza, non foss’altro che per una “cortesia” nei confronti dei legali. Coppari ha spiegato che il giudice civile doveva attendere a incombenze non rinviabili. Comunque, ha aggiunto, l’eventuale discussione sulle questioni preliminari preannunciate dalle parti avrebbe determinato l’assunzione di apposita riserva al fine di decidere in merito, con rinvio ad altra udienza. Ha concluso: «Quelle attuali non sono disguidi, o cortesie, ma difficoltà ad operare con un Collegio di due giudici togati».—


 

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