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Slovenia, gli astronauti scendono in grotta

Equipaggio internazionale in addestramento nelle cavità di Lepa Jama: dovrà acquisire tecniche utili alle esplorazioni lunari

Stefano Giantin
2 minuti di lettura

LUBIANA Cosa bisogna fare per diventare un vero astronauta? Occorre allenare il fisico, saper resistere allo stress, sottoporsi a centinaia di ore di training, simulazioni a terra, in acqua e in volo. Ma ci si può spingere oltre. Si può ad esempio scendere per giorni nel cuore della Terra, in totale isolamento, ricreando così un po’ di quell’atmosfera che si può presentare nel chiuso di una navicella spaziale o durante una permanenza sulla Luna o su Marte.

È proprio quello che sta avvenendo in questi giorni a poca distanza da Trieste, in un progetto d’addestramento che ha anche un “cuore” italiano. Si tratta del “Cooperative Adventure for Valuing and Exercising human behavior and performance Skills” (Avventura cooperativa per valorizzare ed esercitare il comportamento umano e le abilità prestazionali, nda) o più semplicemente “Caves” (grotte, in inglese), un training dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) in programma alle grotte di Lepa Jama, nel sud della Slovenia. Lì, sei astronauti di cinque diverse agenzie spaziali hanno iniziato da alcuni giorni a prepararsi per un lungo e arduo viaggio nei meandri sotterranei di Lepa Jama. Ad annunciarlo è stata la stessa Esa, che ha spiegato che l’addestramento «fornirà a un equipaggio internazionale» conoscenze per interagire e risolvere assieme problemi, spazi per la ricerca e «tecniche per esplorare terreni finora ignoti sulla Luna e su Marte, con particolare attenzione alla ricerca dell'acqua».

Non è una simulazione qualsiasi, ha aggiunto l’Esa. Dopo i giorni di training in profondità e in superficie, affiancati dai «migliori speleologi sul campo», i sei “grottonauti” scenderanno venerdì definitivamente per quasi una settimana nella Lepa Jama e nella grotta «vivranno e lavoreranno», isolati dal mondo esterno e con difficoltà di comunicazione speculari a quelle che comunemente si verificano tra spazio e controllo missione, ha precisato l’Agenzia. Si tratta dell’esperienza «che più si avvicina, su questo pianeta, alle limitazioni ambientali, psicologiche e logistiche di una missione nello spazio», ha spiegato Loredana Bessone, l’ideatrice del corso Caves, lanciato per la prima volta nel 2011.

Questa edizione slovena si caratterizza per un ambiente sotterraneo particolarmente impegnativo, ma stimolante. I sei astronauti dovranno muoversi in un ambiente a loro sconosciuto, orientandosi tra flussi d’aria e d’acqua, in un «labirinto di passaggi per lo più inviolati e ricchi di specie autoctone», alcune ancora forse non conosciute e tutte da scoprire - come accade nel Caves 2012 in Sardegna con il crostaceo Alpioniscus Sideralis -, ha raccontato il geologo e speleologo Francesco Sauro, direttore tecnico del corso, anche lui del Club Alpino Italiano (Cai), presente in Slovenia anche con gli istruttori Spartaco Savio, Umberto Del Vecchio, Marco Vattano e Giovanni Pintori, affiancati anche da guide speleologiche del Collegio Friuli Venezia Giulia e di altre sezioni italiane e da una delegazione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico del Fvg, spiegano dall'Esa.

L’Esa conta in particolare sul sostegno delle autorità e di personale specializzato sloveno per l'addestramento a Lepa Jama, ma c’è molta Italia anche in altri aspetti della missione sottoterra. Come le calzature speciali per i lavori in grotta, "made in Italy". E pure il menù dei grottonauti sarà in parte tricolore. Tra i cibi liofilizzati e sottovuoto che saranno condivisi dai grottonauti, minestra di fagioli con zucchine e pasta al ragù.

Quanto ai grottonauti, eccoli. C’è Joshua Kutryk, dell’Agenzia spaziale canadese, che ha ammesso di non essere mai entrato in una grotta; ma «nuove esperienze ci rendono migliori», si legge sul blog in tempo reale del progetto. C’è poi il russo Nikolai Chub, cosmonauta da quando aveva 28 anni. E Takuya Onishi, della giapponese Jaxa, all’attivo già quattro mesi in orbita, che affiancherà Joe Acava (Nasa), un veterano dello spazio, con 306 giorni attorno alla Terra. Con Acava, la collega americana Jeanette Epps, unica donna del gruppo, anche lei della Nasa. L’Europa? Molto ben rappresentata. A farlo sarà Alexander Gerst, dell’Esa, geofisico e vulcanologo, di recente comandante della Stazione spaziale internazionale.—




 

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