Mascarpone? No, panna. Così negli anni Trenta si gustava il “Tirime su”

In Camera di commercio una giornata dedicata  al famosissimo dolce  inventato dallo chef del locale  Al Vetturino di Pieris

TRIESTE Quando fu inventato alla fine degli anni ’30 a Pieris si chiamava Coppa Vetturino, dal nome del ristorante, Al Vetturino appunto, in cui lavorava l’inventore. E, udite udite, originariamente veniva preparato con la panna. Qualche decennio dopo, quest’ultima fu sostituita dal mascarpone e prese il nome col quale è diventato conosciuto a livello internazionale. Questa le origini di uno dei dolci più amati nel mondo ricordate ieri nel corso del convegno “Tirime su – Coppa Vetturino™ – alla scoperta delle origini del dessert più famoso al mondo” promosso dal Consorzio Culturale del Monfalconese, dall’Ecomuseo Territori “Genti e Memorie tra Carso e Isonzo”, dalla Camera di Commercio Venezia Giulia, da Aries e da PromoTurismoFvg.

A Trieste si racconta la vera storia del "Tirime su"



Come hanno spiegato il vicepresidente camerale, Gianluca Madriz, e il presidente di PromoTurismoFvg, Lucio Gomiero, il tiramisù ha bisogno di essere sostenuto in quanto biglietto da visita e ambasciatore della regione. Dopo i saluti istituzionali dell’assessore comunale alla Cultura, Giorgio Rossi, la riunione è entrata nel vivo con alcuni interventi che hanno spaziato dalla valorizzazione del territorio locale a quella delle ricette storiche, al termine dei quali è stato proiettato in anteprima il documentario “La vera storia del Tiramisù”.

Ospite speciale dell’evento è stata Flavia Cosolo, figlia dell’inventore del rinomato dolce, che in conclusione dell’evento ha mostrato la preparazione del tiramisù difronte a una platea in attesa di gustarlo. «Nel 1935 mio padre Mario era militare sulla nave reale di Vittorio Emanuele III - racconta Flavia Cosolo -. Un giorno lo chef di bordo indisse una gara tra i giovani cuochi a chi avrebbe preparato il dolce più veloce e buono per sua maestà. La gara la vinse mio padre e alla fine della navigazione il dolce venne portato nel ristorante di famiglia, “Il Vetturino”, da cui prese il nome. Alla fine della Seconda guerra mondiale – prosegue -, tre clienti abituali triestini del Vetturino, alla fine di una cena, gli dissero: “Mario, dovresti cambiargli nome perché tira veramente su”. Mio padre prese la balla al balzo per il suo legame con Trieste, dove aveva imparato il mestiere alla pasticceria Pirona, e così da allora lo chiamò Tirime su». —


 

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