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Stangata sull’Iva, autoscuole in sciopero a Trieste

I cartelli che annunciano lo sciopero di mercoledì affissi sulle porte a vetri di un’agenzia triestina

Mercoledì agenzie chiuse per protestare contro l’applicazione dell’imposta con effetto retroattivo. «Settore al collasso»

TRIESTE Serrata di protesta contro una misura che, spiegano, rischia di affossare l’intero settore. Mercoledì le autoscuole di Trieste - così come molte di quelle dell’Isontino e del resto del Paese - chiuderanno i battenti per contestare la prevista applicazione dell’Iva sulle lezioni di guida e i corsi per le patenti, anche con effetto retroattivo applicato agli ultimi cinque anni. «Ci uniremo all’agitazione indetta in tutta Italia contro la risoluzione dell'Agenzia delle Entrate – spiega Paolo Crozzoli, coordinatore regionale Confarca -. In quella giornata titolari e dipendenti si riuniranno a Roma per una grande manifestazione di protesta organizzata dalle associazioni di categoria Cofedertaai e Unasca.

Anche a Trieste saranno chiuse, ma verranno salvaguardati i servizi essenziali, come ad esempio gli esami. L’esenzione Iva sull’attività didattica era stata introdotta dal legislatore italiano nel 1972, proprio per favorire l’educazione e la migliore formazione dei giovani conducenti in modo da contrastare l'aumento dell'incidentalità stradale.Una decisione che ha effettivamente portato un maggior numero di giovani nelle autoscuole, con una riduzione progressiva degli incidenti stradali, soprattutto tra i neopatentati. Bisogna anche dire che la legge non si scontra assolutamente con la direttiva europea 112/2006, secondo cui «gli Stati membri esentano le operazioni seguenti: l’educazione dell’infanzia o della gioventù, l’insegnamento scolastico o universitario, la formazione o la riqualificazione professionale, nonché le prestazioni di servizi e le cessioni di beni con essi strettamente connesse, effettuate da enti di diritto pubblico aventi lo stesso scopo o da altri organismi riconosciuti dallo Stato membro interessato come aventi finalità simili».


«Il sacrificio dello sciopero - prosegue - e la grande manifestazione nazionale di Roma, a cui hanno già aderito esponenti di tutte le forze politiche, vogliono ribadire la volontà espressa dal legislatore nel 1972 ingiustamente stroncata da un atto amministrativo e la normalizzazione della posizione Iva di tutti i cittadini che hanno pagato le prestazioni didattiche in esenzione come previsto dalla legge in vigore».

Le scuole guida di Trieste erano state qualche mese fa tra le prime in Italia a subire i controlli, per una novità sulla quale le notizie in realtà non erano ancora chiare e certe. «Purtroppo l’Iva è un salasso che ricade sui clienti, su chi deve conseguire le patenti, penso ad esempio alle famiglie con due figli, per cui l’esborso sarà pesante - commenta Alessandro Galli, presidente del Consorzio Unico delle autoscuole triestine - ma se su questo non possiamo fare nulla, siamo contrari alla richiesta del regresso, l’Iva sulle patenti dal 2014 al 2019. Io sarò a Roma mercoledì con altri colleghi, speriamo che i politici presenti capiscano realmente il problema, che potrebbe far chiudere il 95% delle aziende italiane di questo settore». —


 

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