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Scontro con Roma, Fedriga rilancia: «Vogliono umiliarci? Io non ci sto»

Da sinistra Luca Zaia, Giancarlo Giorgetti, Massimiliano Fedriga e Barbara Zilli

Bordate al alzo zero su migranti e business dell’accoglienza. In 500 dal Fvg per lo sbarco a Pontida

FVG: La vigilia comincia a colpi di selfie, pubblicati sui social da sindaci, consiglieri regionali e assessori leghisti intenti a raggiungere dal Friuli Venezia Giulia la convention di Milano dedicata agli amministratori del Carroccio. Lo spirito è quello combattivo delle ultime settimane, con la Lega sbalestrata dal governo all’opposizione del nuovo governo giallorosso. Il titolo della kermesse è tutto un programma: “L’Italia vera batte l’Italia delle poltrone”. Noi contro loro, insomma, anche se i toni sono quelli pacati richiesti a chi governa il territorio, in attesa dell’appuntamento più sentito, ovvero i comizi di oggi a Pontida, dove Matteo Salvini, Massimiliano Fedriga e gli altri big sfodereranno i toni dell’opposizione dura e pura.

Fedriga ha d’altronde già fatto capire che la Regione diventerà una casamatta nella battaglia leghista contro l’alleanza fra Movimento 5 stelle e Partito democratico. Il governatore traccia da Milano la linea di frizione con Roma: «Non è che perché sono governatore devo lisciare il pelo al governo. Sappia il governo che ha iniziato male con l’impugnativa. Sappia che non permetterò mai che il mio popolo venga umiliato: piuttosto vado in piazza e combatto con loro. Hanno preso il potere senza l’avallo del popolo e noi non ci stiamo. Noi abbiamo messo contributi alle imprese che assumono disoccupati mettendo solo un limite: cinque anni di residenza per il disoccupato perché con i soldi della mia regione non devo diminuire la disoccupazione in Afghanistan, ma in Fvg. Ci hanno impugnato la norma, ma ci presentiamo davanti alla Corte costituzionale».


Parlano tutti i presidenti delle Regioni leghiste, ma Fedriga è forse quello che usa i toni più decisi: «Noi governatori dobbiamo avere il coraggio di dire le cose come stanno. Sono stato eletto con una faccia di fronte ai miei cittadini e la faccia la tengo anche dopo le elezioni, portando avanti con coraggio le battaglie che in modo sacrosanto abbiamo fatto». E coraggio «vuol dire tagliare le risorse a tutte quelle realtà culturali che non fanno cultura ma partito politico. La Regione dà 800 mila euro al Mittelfest e il direttore artistico viene a dire quanto è brava Carola Rackete. Utilizzano la scusa della cultura per fare i porci comodi loro e dovremmo sentirci in colpa? Le cooperative protestano perché licenziano perché non possono più gestire il business dell’accoglienza? Trovatevi un altro mestiere ragazzi miei».

Dopo il confronto degli amministratori, tocca alla festa di popolo. Per Pontida partiranno all’alba di oggi nove pullman con 500 militanti a bordo. Il costo sarà in buona parte sostenuto dal partito, visto che si tratta di versare un obolo da dieci euro soltanto. Difficile quantificare invece il numero di persone partite ieri con mezzi propri per partecipare alla festa di sabato sera, a base di cibi tipici e spiedi. Anche la componente Fvg farà la sua parte e da giorni i leghisti nostrani pubblicizzano sui social i prodotti che saranno venduti a offerta libera nel gazebo della “nazione” Fvg, come si chiamano le regioni nel gergo leghista. L’armamentario enogastronomico conta su gubane, strucchi e vino dei colli orientali: sull’etichetta le facce sorridenti di Salvini e Fedriga. Il capitano è peraltro atteso in Fvg per il primo o secondo weekend di ottobre, invitato alla festa regionale della Lega a Porcia.

L’assessore Barbara Zilli si gode intanto la pacatezza milanese: «Abbiamo visto la Lega pronta a governare, che lavora alle proposte di governo vere, in vista della prossima campagna elettorale». La responsabile del Bilancio torna poi sulla fine dell’esperienza giallovede: «Non potevamo continuare a portare la croce per colpe di altri. Siamo pronti a dare battaglia già alle prossime elezioni regionali in giro per l’Italia, coesi attorno a Salvini, che è e resta il nostro capo». Il deputato Massimiliano Panizzut dice di «non vedere l’ora che questo governo cada, permettendoci di misurare di nuovo con il voto. Intanto siamo all’opposizione, con coerenza e serietà». Il capogruppo in Consiglio regionale Mauro Bordin vede «grande determinazione da parte di Salvini, che non molla di un centimetro e dietro cui c’è tutto il popolo leghista. La nostra sarà un’opposizione decisa e costruttiva, mentre nelle Regioni dove governiamo porteremo avanti le politiche care alla Lega. Loro per il governo delle poltrone, noi per la vita delle persone e contro quest’alleanza vergognosa e incoerente». Il sindaco di Monfalcone Anna Cisint si concentra infine sul referendum: «Il maggioritario evita pateracchi e garantisce stabilità. Questo è essere seri e democratici: la Lega che governa è in contatto con le persone, al contrario di chi è asserragliato nel palazzo in questo vergognoso interregno che ci vede in attesa di tornare al governo». —




 

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