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Minacce di morte al sindaco Cisint, la Digos indaga su due mail anonime

I testi, giunti al server del municipio, sono firmati da “Compagno cittadino” e sono stati recapitati ai primi di agosto

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MONFALCONE. Ancora municipio sotto tiro a Monfalcone. Il sindaco Anna Maria Cisint, destinataria di due e-mail anonime zeppe di contumelie, ha ricevuto esplicite minacce di morte. Digos e Polizia postale indagano per risalire all’identità del mittente. L’ignoto autore dei due testi, pervenuti nel palazzo di piazza della Repubblica ad agosto e tenuti segreti finché non sono trapelate le prime indiscrezioni (le missive sono passate per più mani), si firma infatti “Compagno cittadino”, ricorrendo a pseudonimo.

E scrive, rivolgendosi all’amministratrice: «Tenga presente che la “resa dei conti” per lei e per le carogne nere delle quali si circonda è sempre più vicina». Ancora: «L’Italia è piena di bei distributori di carburante dove, se si presenta la necessità, si possono appendere dei “giustiziati” per i piedi».

Un riferimento, neanche troppo sottile, al benzinaio di piazzale Loreto a Milano dove fu trasportato il cadavere di Benito Mussolini (fucilato dai partigiani a Giulino di Mezzegra, frazione di Tremezzina, Como, assieme a Claretta Petacci) e di altri 18 maggiorenti fascisti, poi lasciati a terra ed esposti a pubblico dileggio. In cinque, tra cui il Duce e l’amante, furono infine appesi a testa in giù alla pensilina del distributore di carburante Esso, oggi sede di un McDonald’s.

Il testo è stato vagliato con attenzione dalle forze dell’ordine. Personale della Digos si è recato due volte in municipio, per acquisire elementi. Indagini tese a risalire all’identità del “Compagno cittadino” sono in corso. E si è chiesto il supporto, trattandosi di reati condotti con mezzi informatici, alla Polizia postale. Appreso delle intimidazioni, inoltre, il Questore Paolo Gropuzzo ha subito chiamato il sindaco Cisint. Il caso è seguito attentamente dagli agenti, ma sulle indagini vige strettissimo riserbo.

La prima delle due mail era pervenuta al server del Comune il 6 agosto, ma era finita direttamente nella casella dello spam e pertanto nessuno l’aveva intercettata. È stato il riferimento a un testo cronologicamente antecedente e contenuto nella seconda lettera con le minacce più gravi («le avevo consigliato, nel precedente messaggio, di tornare nella fogna dalla quale è provvisoriamente uscita»), che ha spinto la ricerca a ritroso nella posta elettronica, facendo emergere il pezzo mancante.

L’ipotesi di illecito ravvisabile non è solo quella dell’ingiuria, ma anche del reato di minaccia, aggravata dallo scritto anonimo. Non sarebbe invece ravvisabile l’istigazione a suicidio, che presuppone una debolezza psicologica e uno stato di vulnerabilità o prostrazione nella vittima, nonostante la lettera testualmente si concluda con la frase: «Salvi l’Italia, e il suo comune in particolare, con un gesto di dignità (se ne è capace): si suicidi».

A quattro mesi dall’insediamento, Cisint si era già vista indirizzare una lettera, quella volta cartacea, con parole dure. Fatto singolare, la dozzina di fogli risultava spedita dal Vietnam. Non ci sarebbero tuttavia punti di contatto tra le due vicende. Nell’ultimo caso, infatti, prevale un orientamento politico negli scritti, una precisa area di riferimento. Al di là del cenno alla “resa dei conti” di piazzale Loreto, ai fatti del 28 aprile ’45 e agli epiteti pesanti rivolti all’ex vicepremier Matteo Salvini, il “Compagno cittadino” cita altresì il monito «della Volante Rossa», organizzazione antifascista a carattere paramilitare attiva fino al 1949 che effettuò attentati e omicidi di esponenti del caduto regime, stando al quale «per i nemici del popolo e della libertà la punizione deve essere esemplare e, soprattutto, definitiva».

Inoltre l’incipit della seconda mail – «cara podestà» – e il riferimento a delle vicende che hanno animato la politica monfalconese nel triennio di amministrazione leghista, rimbalzate però pure su media nazionali, porterebbero a ricondurre la paternità dei testi a una matrice locale. Ma non si può escludere il contrario. –


 

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