Franceschini congela la riforma dei musei

Ritirati i decreti del predecessore: «Misura cautelativa». Miramare perde la regia su Aquileia e Cividale. Gibelli festeggia

TRIESTE. Tutto fa rifare. O quasi. In via cautelativa, ovviamente. «In Italia non c’è nulla di più definitivo del provvisorio e nulla di più provvisorio del definitivo», amava ripetere Giuseppe Prezzolini. E così èper i musei. Uno dei primi atti del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini (Pd) è stato ritirare i decreti attuativi della riforma del predecessore Alberto Bonisoli (M5s) che, in pratica, azzerava la precedente riforma lanciata dallo stesso Franceschini.

«È soltanto una misura cautelativa, perché sono decreti fatti in agosto, quando la crisi politica era già aperta e quindi non c’è la volontà di disfare. Semplicemente guardiamo con attenzione», mette le mani avanti il ministro dem a margine della celebrazione dei 150 anni dell’Associazione italiana editori. La controriforma ferragostana di Bonisoli, ora congelata, prevedeva l’accorpamento di numerosi musei a partire dal 22 agosto – stabilendo nel caso del Friuli Venezia Giulia il passaggio dei musei archeologici di Cividale e Aquileia sotto la regia di Miramare, e a Firenze l’annessione del David di Michelangelo delle Gallerie dell’Accademia agli Uffizi –, e l’azzeramento dei cda dei musei autonomi per farli rientrare sotto il controllo del ministero a partire da ottobre.


In regione la riforma era stata criticata soprattutto dai politici friulani, contrari allo “scippo” da parte del museo triestino di Miramare, affidato alla direzione di Andreina Contessa. E il dietrofront viene ora accolto con favore anche dall’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli: «Sono contenta. Era già scritto. Non mi sorprende. Qualunque nuovo ministro avrebbe bloccato i decreti: nessuno si fa carico di una misura adottata dal suo predecessore “in limine mortis”. Tanto più se poi il ministro che arriva è l’autore della riforma che veniva smantellata».

In realtà poi, sempre secondo Gibelli, per il Fvg non sarebbe cambiato molto. «Il polo museale precedente – spiega – aveva comunque sede a Trieste. E il museo di Aquileia sarebbe comunque passato sotto la Fondazione Aquileia visto che sta nella convenzione tra Stato e Regione».

Nessuno, per ora, si è sollevato a difendere la controriforma Bonisoli. «Franceschini ha fatto bene, credo sia legittimo congelare la riforma in modo da poter verificare quali sono gli aspetti da modificare e quali da confermare – commenta il sindaco di Firenze, Dario Nardella –. Mi auguro si metta mano anche al declassamento del museo dell’Accademia che deve tornare a livello degli altri grandi musei statali dotati di autonomia». E pure il sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri, plaude allo scampato pericolo dell’accorpamento dei musei della Basilicata con quelli della Puglia.

 

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