Lui s’infortuna in campo e lei si dispera. Poi la capriola e l’anello: «Mi sposi?»

Ciprian ha chiesto agli amici di reggergli il gioco durante l'allenamento con l'Alabarda. La sua bella Andreea prima ci è cascata. E alla fine ha pianto di gioia 

Trieste, finge l'infortunio, poi la sorpresa: "Vuoi sposarmi?"

TRIESTE Non è accaduto mica durante una partita di calcio, come può capitare di vedere dalla serie A fino alle cosiddette categorie minori, bensì nel corso di un allenamento. È la proposta di matrimonio che Ciprian Ciobanu, giocatore rumeno in forze all’Alabarda Calcio, ha fatto ieri sera a Trieste alla propria ragazza, la sua bella connazionale Andreea Boldis. Occhio, però. Niente richiesta col microfono in mano, mentre i compagni dietro a lui mostrano ognuno un cartello con la scritta “Mi vuoi sposare?”, o altre cose del genere. Stavolta il futuro sposo non ha aspettato neanche il giorno della partita ma, per l’appunto, il primo allenamento della settimana della sua squadra.

E così ieri sera, d’accordo con il mister e con i compagni, verso la fine della consueta fase caratterizzata da schemi tattici e corsette ripetute, Ciprian ha inscenato un infortunio.

Apprensione in campo e sugli spalti - insolitamente più affollati del solito - e addirittura la corsa a chiamare un’ambulanza, che ovviamente non arriverà mai.

Ciprian e Andreea abbracciati dopo la proposta di matrimonio (Francesco Bruni)


Fra chi accorre al capezzale del finto infortunato, steso sul terreno di gioco attorniato dai compagni e dai dirigenti della squadra, c’è pure la sua Andreea, che cerca di capire la gravità dell’accaduto.

La ragazza sembra disperata e, quando le fanno cenno che pare si tratti di un infortunio molto grave, è pronta pure ad accendersi una sigaretta per tentare di stemperare la tensione.

“L’ambulanza sarà qui in dieci minuti”, comunicano dal bar, ma ecco che dopo pochi secondi di apprensione il nugolo di calciatori si apre, il finto infortunato si rialza dopo aver effettuato una capriola e, con il sorriso a trentadue denti di chi la sa lunga, porge l’anello di fidanzamento alla sua amata. Fanno seguito attimi di frastorno, pochi secondi in cui la ragazza non capisce bene cosa stia accadendo, finché non realizza che il mazzo di fiori estratto da un borsone di allenamento adagiato nel frattempo lì vicino è rivolto a lei.

Andreea passa così dalla disperazione a un sorriso che è il ritratto della felicità, non senza passare prima, però, attraverso un moto di stizza per il grosso spavento procuratole. Il “sì” arriva poco dopo, al termine di un lungo e caloroso bacio, accompagnato da qualche lacrima della “predestinata” e dagli applausi dei compagni di squadra dell’Alabarda e dagli amici accorsi per l’occasione.

È una storia atipica, quella di Ciprian e Andreea, rumeni, conosciutisi a Trieste durante le feste di Natale, quasi per caso.

Provengono entrambi da un amore finito male. Proprio per questo motivo Ciprian - che fino allo scorso dicembre viveva in Toscana - decide di tornare in Romania per ricominciare un’altra vita. Il destino però vuole che, nel tragitto fino a casa, decida di fermarsi qualche giorno dal cugino, che vive a Trieste. E qui conosce Andreea. Una chiacchiera tira l’altra, finché non scatta fra i due la famosa scintilla. Lui decide di rimanere qui, e di ricominciare una vita assieme a lei. Fino, appunto, alla fatidica proposta di matrimonio di ieri sera.

Dal calcio alle Olimpiadi (nel 2016 il tuffatore cinese Qin Kai chiese la mano alla collega He Zi al termine della finale del trampolino da tre metri dei giochi di Rio) quella della proposta di matrimonio “in campo” è una scena che spopola, in cui a variare appena sono la location e la quantità di pubblico.

Che gli spettatori siano pochi o milioni, l’effetto è assicurato. Un successo. Anche per i produttori di fazzoletti. La proposta di nozze “sportiva” non è del tutto nuova a Trieste. A marzo 2017 l’anello con brillante spuntò alla fine dell’incontro fra Alma Trieste e Virtus Bologna, quando Andrea Pecile fece la promessa eterna alla sua Giulia Fragiacomo. In quel caso a custodire la preziosa scatola durante il match era stata la mamma di lei.

L’origine del rito è americana, Paese dove può capitare di vedere scene così in diretta sui maxischermi, durante le pause delle partite di baseball o di basket. Per un romanticismo al passo con i tempi, in cui la diffusione e la condivisione del momento contano quanto il momento stesso.—

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