Posta in ritardo sul Carso, la rivolta dei residenti

Bollette e avvisi consegnati a scadenze superate, cassette vuote anche per un mese. E ora scatta la raccolta di firme

TRIESTE Ricevere la posta sull’altipiano resta un miraggio. A poco sono valse le rassicurazioni di Poste Italiane arrivate quasi due mesi fa, a fronte della denuncia dei residenti di problemi persistenti, su una rapida soluzione per quel servizio a singhiozzo. Le cassette della posta di Opicina-Campo Romano, Prosecco e Contovello continuano a restare a lungo vuote, anche per un mese intero, con i cittadini che si vedono poi recapitare in una volta una valanga di lettere, bollette, avvisi, ma con scadenze ormai superate. E con il rischio di dover pagare more, di vedersi sospendere l’erogazione del gas o dell’energia elettrica, oppure di non ricevere in tempo utile la convocazione per un esame sanitario, un’informazione dalla scuola dei propri figli o dall’istituto di credito.



I disagi, dunque, continuano. Al punto da spingere un gruppo di residenti a organizzare, a partire da oggi, una raccolta di firme per stimolare Poste Italiane a vigilare sulla corretta gestione del servizio postale in quella fetta di territorio. Chi vorrà sottoscrivere la petizione potrà farlo nei negozi OptoStudio di strada per Vienna 26, Cobez di via Nazionale 30 e il punto vendita Prodet di Villa Carsia. Nelle giornate successive sarà possibile apporre la propria firma anche in altri esercizi commerciali della zona. Citando i decreti legge di riferimento, la petizione sottolinea come il servizio postale sia «attività di preminente interesse generale – si legge nel testo –, che si realizza mediante la “rete postale” all’uopo definita “pubblica”», e che debba essere prestato «nel rispetto degli standard quali-quantitativi attesi per quello che è un servizio di pubblica utilità, la cui interruzione è peraltro prevista quale fattispecie di reato, ai sensi dell’articolo 331 del codice penale».

«Le disposizioni – sottolinea la petizione – prevedono che il servizio postale sia prestato dal fornitore in via continuativa per tutta la durata dell’anno e che siano garantite per almeno 5 giorni a settimana una raccolta ed una distribuzione al domicilio di ogni persona fisica o giuridica». «Saremmo stati comprensivi se la riorganizzazione del servizio, o i tagli al personale, avessero procurato una quindicina di giorni di recapito a singhiozzo – valuta Emmanuela Quinz, promotrice della petizione – ma ora il problema è diventato cronico e chiediamo a Poste Italiane un rapido ripristino».

I problemi legati al mancato recapito della posta, emersi a partire dallo scorso mese di giugno e divenuti oramai costanti, hanno sommerso di segnalazioni il gruppo Facebook “Vivere Opicina e l’Altipiano”, punto di riferimento per quanti vivono in quella zona, e il sottogruppo creato ad hoc, “Disservizio posta sull’Altipiano di Trieste”. «Le cose non stanno affatto migliorando – constata Diego Pangher, amministratore del gruppo “Vivere Opicina e l’Altipiano” –, riceviamo quotidiane segnalazioni di problemi derivanti dal mancato recapito della posta. A riprova di come stiano procedendo le cose io, ieri, ho ricevuto la bolletta del gas da pagare entro il 22 agosto. C’è gente che si è vista recapitare contemporaneamente bollette di giugno e luglio scorsi assieme alle lettere di sollecito per i mancati pagamenti. C’è preoccupazione da parte di chi attende i bollettini dell’asilo nido e da chi aspetta documenti di una certa importanza». Insomma, un caos. Anche se qualcuno con l’arrivo di alcuni arretrati nel corso di questa settimana, si augura qualcosa si stia sbloccando. —


 

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