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Reddito di cittadinanza, in Fvg avvio sprint con oltre 3.300 colloqui

La "fase due" è partita in anticipo: sentito un beneficiario su quattro, a cui sottoporre ora le potenziali offerte di lavoro

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Le domande per il Reddito di Cittadinanza compilate al Caf (lapresse)

TRIESTE Entra nel vivo la seconda fase del reddito di cittadinanza, ovvero quella che mira a trovare un’occupazione a chi beneficia del sussidio. I Centri per l’Impiego (Cpi) della nostra regione sono già in netto vantaggio rispetto al resto di Italia, dove la maggior parte dei beneficiati della misura di sostegno non è stato chiamato nemmeno a sottoscrivere il “patto per il lavoro”.

In Friuli Venezia Giulia, invece, come prevede la legge, 30 giorni dopo aver ricevuto la specifica Card, gli aventi diritto al sussidio sono già stati convocati agli sportelli del Cpi per la firma di quel patto. Un’operazione che nelle altre regioni ha preso il via appena lo scorso 2 settembre. Non solo: dallo scorso mese di giugno in regione è già stata avviata la fase successiva, quella utile a tracciare un identikit dei percettori del reddito di cittadinanza, convocandoli uno ad uno - circa 3.300 degli 11.630 beneficiari sono già chiamati - al fine di stilare una scheda che riporti il periodo di disoccupazione, le esperienze passate e, soprattutto, le competenze acquisite. Insomma, i dati utili a capire dove potrebbero venir collocati dal punto di vista occupazionale.

Come previsto dalla legge, saranno chiamati non soltanto gli intestatari del reddito ma anche i componenti del nucleo familiare maggiorenni che non sono occupati e che non frequentano un corso di studi. Sono esclusi, invece, i beneficiari della pensione di cittadinanza, i beneficiari di età pari o superiore a 65 anni, nonché i componenti con disabilità (fatta salva la volontaria adesione a un percorso personalizzato).

Possono essere esonerati invece al momento della convocazione coloro che hanno figli con meno di 3 anni o componenti del nucleo familiare con disabilità grave o non autosufficienti. Ma anche i frequentanti di corsi di formazione e gli occupati a basso reddito. Per alcune famiglie in particolari situazioni di disagio, è possibile attivare invece il Patto per l’inclusione sociale.

Di fatto, il personale dei Centri per l’impiego della nostra regione ha anticipato parte del lavoro che spetterà ai 46 navigator selezionati in Friuli Venezia Giulia, ora in fase di formazione e che, indicativamente, potrebbero entrare a regime tra un mese. Una volta operativo ognuno di loro si prenderà carico di 253 beneficiari del sussidio, un numero pro capite di persone da seguire superiore alla media nazionale. Spetterà al navigator incrociare le caratteristiche dei singoli spggetti beneficiati dal sostegno con le diverse opportunità di lavoro. «Il personale dei Centtri per l’impiego pi si è subito attivato, dimostrando - valuta Alessia Rosolen, assessore regionale al Lavoro e alla Formazione - che la qualità delle strutture del Friuli Venezia Giulia, seppur migliorabile, è molto più alta rispetto a quella delle medesime realtà presenti nel resto di Italia. Ci siamo mossi fin da subito perché riteniamo che chi è percettore di un contributo pubblico debba prendersi anche delle responsabilità».

Rosolen spiega che ora la Regione «entrando in quella che io reputo la vera fase due del sistema del Reddito di Cittadinanza, sta facendo delle valutazioni ulteriori rispetto a quelli che possono essere gli strumenti che si possono mettere in campo per condizionare l'ingresso nel mondo del lavoro di queste persone. Solo per un fare un esempio, - indica l’assessore - ricordo che la Regione continua a fare bandi su lavori di pubblica utilità, sui cantieri-lavoro, ovvero risorse e soldi che vengono messi in campo per le persone in difficoltà occupazionale, consentendo loro di lavorare.

Ritengo che, ora, il ragionamento vada fatto sulla condizionalità, ossia sull’obbligo di chi è percettore di un trattamento come questo del Reddito di cittadinanza, di svolgere tutta una serie di attività. Dunque, se una persona ha l'attitudine e i requisisti, ai bandi della Regione è obbligata a rispondere». Insomma, per la Regione, l’indirizzo è chiaro: sì ai diritti, ma anche ai doveri. Va tenuto presente, che la Regione ha avviato anche un piano di potenziamento dei Cpi - il concorso si è tenuto lo scorso giugno - che prevede 73 nuovi inserimenti negli organici (52 assunzioni a tempo indeterminato e 21 inizialmente a tempo determinato, con la prospettiva di una trasformazione contrattuale), cui si sommeranno, appunto, i 46 i navigator. —

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