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Primo atto del governo: impugnata la legge Fvg sugli immigrati. Fedriga all'attacco

Il Conte bis considera estranee alle competenze dell'ente diverse misure, e vede come discriminatorie la norma che concede aiuti alle aziende che assumono disoccupati residenti da più di 5 anni e quella che sposta fondi per le attività dell'accoglienza diffusa ai rimpatri volontari. Il presidente leghista: "Andremo in Corte costituzionale, non ci facciamo intimidire. Sono contento di dar fastidio a questi traditori"

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TRIESTE Il primo consiglio dei ministri del nuovo governo M5S-Pd dà subito del filo da torcere alla Regione Fvg a trazione leghista, suscitando le ire del presidente Massimiliano Fedriga: tra i primissimi atti dell'esecutivo c'è infatti l'impugnazione di diverse norme regionali, su temi che vanno dalla sanità all'ambiente, ma tra le motivazioni si legge anche che «talune disposizioni in materia di immigrazione appaiono discriminatorie». Il governatore si dice pronto ad arrivare «alla Corte costituzionale».

Nel mirino del governo c'è la legge n. 9 del 08/07/2019, «Disposizioni multisettoriali per esigenze urgenti del territorio regionale», in quanto «numerose disposizioni sono risultate eccedere dalle competenze Statutarie della Regione». Il dispositivo pone il veto a numerosi articoli della legge, per ragioni che vanno appunto dalle finanze all'ordinamento civile, come riportato dall'agenzia Ansa.

Ma è soprattutto sull'aspetto migratorio che il presidente si concentra nella replica infuocata via diretta Facebook: «Tutti i cittadini del Fvg e dell'Italia devono sapere cosa sta facendo a Roma il governo M5S-Pd nel primo consiglio dei ministri. Sono già diventati il governo dell'immigrazione selvaggia, ed è una vergogna che al primo incontro decidano di operare in questa direzione».

Nella diretta Fedriga parla di due norme: «Come Regione abbiamo fatto una norma che aiuta sotto il profilo fiscale le persone che assumono disoccupati, purché questi siano residenti in Fvg da almeno 5 anni. Questo perché pensiamo che i soldi dei nostri cittadini vadano impiegati per combattere la disoccupazione sul territorio e non in Francia o Polonia. Ma il governo ora ci dice che così facendo non aiutiamo gli immigrati». Prosegue ancora il presidente: «Quando siamo arrivati alla guida della Regione c'erano fondi per far fare corsi di sci a chi è entrato irregolarmente sul nostro territorio. Noi abbiamo spostato i fondi per l'accoglienza diffusa, i corsi di sci e cucito, a favore dei rimpatri volontari, in collaborazione ovviamente con l'esecutivo che ha competenza al riguardo». Per Fedriga «Se diamo risposte ai cittadini di questa regione il governo ci dice che discriminiamo».

Dichiara ancora il presidente: «Guarda caso tutte le norme impegnate sono della mia Regione. Sono contento di dare fastidio a questi traditori che non hanno voluto far votare il popolo». E conclude: «Non ci facciamo intimidire, andremo alla Corte costituzionale». 

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