Un parco di Monfalcone sarà dedicato alla prima donna vittima d’amianto

Una manifestazione delle vittime di amianto

È la proposta che la maggioranza porterà oggi in Commissione. Altra intitolazione a Oriana Fallaci

MONFALCONE Non è certo la prima volta che si sente la proposta d’intitolare a una scienziata, una politica, un’attivista, in generale a un simbolo, tutto al femminile, di merito e straordinarietà piazze o vie di Monfalcone. Che tuttavia, almeno sullo stradario, dimostra di non essere un comune per donne se sulle oltre 315 arterie, slarghi e sensi unici asfaltati in città appena una manciata risultano declinate a quote rosa: giusto il piazzale dedicato alla pittrice Olga Colautti, vicino al cimitero, e la perpendicolare di via Grado alla staffetta partigiana Ondina Peteani.



A onor del vero neppure le sante se la passano bene: solo le venerate Rita e Anna si sono conquistate due corsie. Ma è senz’altro un fatto inedito l’idea di intitolare alla prima monfalconese riconosciuta vittima dell’esposizione all’amianto un luogo pubblico; in pole position quello della Rimembranza a Panzano.

Ad avanzarla il sindaco Anna Cisint e la sua maggioranza: se ne parlerà, tra gli altri temi, oggi alle 16 nel corso della Commissione Toponomastica presieduta da Paolo Venni. La prima cittadina ha dato mandato agli uffici di contattare il presidente della Commissione regionale amianto, Fabio Vassallo, per l’avvio di una ricerca sul nome, al momento ignoto all’ente. Potrebbe trattarsi di una delle tre donne riconosciute parti offese nel primo maxi-processo celebrato 6 anni fa al Tribunale di Gorizia: Silvana Giurata, Silvana Moraro e Lidia Neri. Ma solo l’esperto, che consulterà gli appositi registri, potrà sciogliere il dubbio.



Non si tratterà dell’unica intitolazione sollecitata dal centrodestra, che stavolta intende dare maggior spazio alle quote rosa e, soprattutto, rimediare al “torto” dell’esclusione nelle precedenti nomine di Oriana Fallaci, giornalista e autrice, tra gli altri testi, di Insciallah e La Rabbia e l’orgoglio. C’è poi la proposta, ma qui le donne non c’entrano perché si attinge alla storia locale, di nominare la via della nuova bretellina sulla Sp 19 “Pista delle officine aeronautiche” in omaggio alla produzione industriale del cantiere che nel ’900 impiegava quello spicchio di terreno per varare i suoi prototipi.

Ma ci sono ancora vie da dedicare? Sì, anche se in zone più periferiche, come un tratto vicino alla Cimolai, dove il Comune intende accogliere l’istanza avanzata nel 2009 di “Quota 12”. Altra strada in attesa di nome si colloca di fianco al Belforte, tra San Polo e San Poletto; poi ci sono una laterale di via Galilei e una di via Romana, altezza via Flavia. Più numerosi i giardini: quello di via del Molino, delle vie Fermi e Cellottini, all’angolo tra via Manlio e Aquileia, tra via Valentinis e delle Fontanelle e tra via Romana e via Colombo. Tutti privi di intitolazione. —


 

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