«Stop alla violenza verbale»: asse M5s-Pd contro la Lega

La protesta leghista alla festa della Lega la scorsa domenica (Bruni)

Indignano le frasi del consigliere Slokar. I grillini: «Semplicemente vergognose». Lui fa marcia indietro: «Ne sono dispiaciuto». Critiche pure al presidente Fedriga

TRIESTE «Inaccettabile violenza nelle parole della Lega», dicono i 5 Stelle. «Basta insulti e minacce», aggiungono i dem. L’opposizione unita ribatte ai toni alti del partito di maggioranza. Quelli del presidente della Regione e di Danilo Slokar, il consigliere che domenica sera, alla festa triestina della Lega, si è lasciato scappare (e il giorno dopo se ne scusa) quel «dovremo tornare nei boschi come i partigiani per sparare contro i fascisti del Pd», duramente stigmatizzato da M5s e Pd.



I 5 Stelle mettono nel mirino proprio Slokar. «Un rappresentante istituzionale ha l’obbligo di mantenere un profilo rispettoso di tutti», sottolinea il gruppo esprimendo solidarietà ai democratici. «Accettiamo le opinioni diverse dalle nostre e le manifestazioni organizzate dalle forze politiche purché pacifiche e finalizzate a un confronto serio. Quanto affermato da Slokar, invece, è semplicemente vergognoso», aggiungono i consiglieri pentastellati invitando il presidente Fedriga a «dissociarsi immediatamente». Cristiano Shaurli, segretario regionale del Pd, affonda a sua volta: «È finita la stagione della sopportazione, basta insulti e minacce: l’istigazione alla violenza è un reato, ancor peggiore se commesso da chi le leggi dovrebbe farle e conoscerle».



Slokar, nel pomeriggio, fa però un passo indietro. «Non era mia intenzione istigare nessuno ad alcuna reazione violenta – precisa –. Sono sinceramente dispiaciuto che alcune parole pronunciate in un contesto particolare, all’interno di un’ampia disquisizione tra amici, in una festa di partito, vengano ricondotte a intenzioni violente, ben lontane dal mio modo di essere e di pensare».

Ma la polemica del Pd è aperta anche nei confronti del governatore. È il capogruppo Sergio Bolzonello a paragonare Fedriga a un «tifoso» che attacca chiunque, «fuori da ogni veste istituzionale», quando ci sarebbe al contrario bisogno di «un futuro per cittadini e imprese del Fvg». Il riferimento è anche alle bordate contro il Piccolo, ribadite pure domenica. «Fedriga continua nel suo tentativo di mettere il bavaglio alla stampa – afferma Bolzonello –. Si ricordi che il suo primo dovere dovrebbe essere di svolgere il ruolo di presidente. Lo stesso vale per consiglieri che in qualche caso vanno oltre ogni decenza». «Fedriga e i suoi si ricordino di essere rappresentanti delle istituzioni e non un manipolo di facinorosi – rincara la dose Shaurli –. Se hanno rabbia o delusione da sfogare, vadano dal loro “capitano” e gli chiedano conto della caduta del governo. E inizino finalmente a lavorare per la Regione».

La replica a Bolzonello è del capogruppo leghista Mauro Bordin: «Sono stupito per l’attacco al presidente Fedriga. La Lega si è sempre contraddistinta per essere movimento di popolo che parte dal popolo e che ne sa cogliere ragioni e sentimenti». La linea, prosegue Bordin, è quella di dare risposte alla comunità. «Per questo non possiamo che esprimere il più profondo dissenso rispetto a parole del tutto strumentali in un contesto di dibattito politico e istituzionale che in questo momento tocca la coscienza e la responsabilità di ogni cittadino». La chiusura è su Slokar: «Il caso che l’opposizione ha creato intorno a un virgolettato è vergognoso, visto che tutti conosciamo bene Danilo. Sono felice che il collega abbia chiarito la sua posizione».–


 

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