I cancelli in piazza Marcuzzi «Una scelta dei condomini»

La residente Viezzoli ribatte ai manifestanti della sinistra che parlavano di gabbie: «Abbiamo chiesto noi al sindaco Cisint di chiudere quell’area pubblica di notte»



Ci ha messo la faccia. È scesa nella “sua” piazzetta, scelta dalla sinistra estrema, per dire ai manifestanti ciò che pensava sul tema sicurezza e cancelli. Quelli installati dal Comune in piazza Silvio “Montes” Marcuzzi, teatro venerdì scorso della presentazione del libro “La buona educazione degli oppressi. Piccola storia del decoro” di Wolf Bukowski” e scelta dagli organizzatori quale simbolo «contro le politiche legalitarie del sindaco Cisint».


Solo che la residente Gloria Viezzoli, profilo non certo leghista, è andata a raccontare le vicissitudini di quella piazzetta rivendicando la decisione di installare quei cancelli. «Sono rientrata a casa e, assieme alla mia famiglia, abbiamo seguito quanto veniva detto in piazza. Mi sono sentita in dovere – dice – di scendere per raccontare i fatti, la verità, perché quei cancelli definiti gabbie non sono stati voluti dall’amministrazione comunale ma sono la risposta a una richiesta dei condomini».

Quell’area raggruppa al suo interno un condominio diffuso con due piazze pubbliche, intitolate a Marcuzzi e a Falcone Borsellino, finite agli onori delle cronache. «Ci sono stati problemi di vario tipo, a partire dalle pulizie in quanto essendo pubbliche non abbiamo titolo a farle», ripercorre Viezzoli. Facendo la cronistoria della “sua” piazzetta, a cui tiene, e di quanto ha sopportato in questi anni. «Siamo qui da 27 anni, abbiamo acquistato il nostro appartamento senza desistere rispetto a chi invece ha venduto o svenduto – spiega – proprio per la presenza di queste due piazze e di quanto avveniva. Dai problemi avuti con il bar alle bande rivali, a prescindere dall’etnia, dalle immondizie al vomito fino alle bottiglie di vetro rotte».

Già, degrado e decoro. In passato, prima della giunta Cisint, ci sono stati alcuni tentativi per cercare di arginare certe situazioni come l’ordinanza durante il mandato del sindaco Silvia Altran che vietava il consumo di alcolici. «Abbiamo fatto esposti alla Procura, siamo andati avanti per tentativi cercando di trovare una soluzione parlando di telecamere, sorveglianti notturni...», dice Viezzoli diventata, di fatto, una sorta di rappresentante “condominiale”. «Una volta insediato il sindaco Cisint, dopo un mese circa mi sono attivata e ho chiesto un appuntamento. Quando ci siamo incontrate – racconta – ho portato tutte le carte del passato e parlandone assieme abbiamo vagliato le varie possibilità. Arrivando alla chiusura notturna, perché non c’è la volontà di chiudere le piazze alla gente».

È per questo che lo scorso venerdì è scesa a ribattere a un concetto di fondo che non le piaceva. Almeno non per piazza Marcuzzi. «Vieni sotto casa mia e io ti rispondo. Ho detto che Cisint, che fa parte di un partito che non è il mio e con cui non sono d’accordo su tante cose dette, non ha imposto nulla... semmai ha preso delle decisioni come un amministratore deve fare. Non ho ricevuto né fischi né altro e me sono tornata a casa», racconta Viezzoli. Ribadendo la necessità dei cancelli. «Si è partiti da piazza Marcuzzi facendo una riunione condominiale, perché l’installazione dei cancelli – ricorda – doveva essere approvato da chi risiede. Vedremo che risultati darà e nel caso si chiuderà la notte anche piazza Falcone Borsellino». –



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