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Il Comune di Trieste valuta l'ipotesi di dare le case di riposo in gestione

Valutazioni tecniche in corso: 5 strutture pubbliche in ballo con 475 posti letto. Tre a Trieste, una a Muggia e a Duino

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TRIESTE Dare in gestione per ridurre le spese. L’obiettivo del Comune di Trieste, o meglio dell’Uti Giuliana, è chiaro: affidare a qualche soggetto esterno le proprie case di riposo. La scelta è al momento in fase embrionale e se ne parla soprattutto ai tavoli tecnici per presentare alla politica, che poi dovrà materialmente decidere, il quadro più completo possibile. L’indirizzo però è evidente, visto che per un’amministrazione pubblica avere la gestione diretta di queste strutture comporta una serie di costi che un privato invece non si troverebbe ad affrontare.

In provincia sono 88 le case di riposo al momento registrate sul sito ufficiale della Regione Friuli Venezia Giulia per un totale di 3.034 posti letto di cui 361 per autosufficienti e 2.729 per non autosufficienti. Cinque sono le strutture classificate come “pubbliche comunali”, tre a Trieste, una a Muggia e una a Duino Aurisina. Nel capoluogo giuliano c’è il “Centro per l’anziano” di via De Marchesetti che può contare su un totale di 206 posti letto, di cui 86 per autosufficienti e 120 per non autosufficienti, ci sono poi la residenza “Gregoretti” a San Giovanni con 91 posti letto per non autosufficienti e la casa albergo “Casa Mario Capon” a Opicina con 25 posti letto per autosufficienti. Sono invece 72 i posti letto della “Casa di riposo comunale” di Muggia, con 10 posti per autosufficienti e 62 per non autosufficienti. Infine a Borgo San Mauro, nel comune di Duino Aurisina, è attiva la “Fratelli Stuparich” che può contare su 81 posti letto per non autosufficienti.

L’assessore ai Servizi e alle politiche sociali del Comune di Trieste, Carlo Grilli, specifica che al momento «non c’è alcun atto in proposito. Molti Comuni hanno dato in affidamento la gestione di queste strutture e ritengo che sia normale che anche l’amministrazione di Trieste possa pensare e valutare questo tipo di soluzione. Nel corso degli anni questa è una riflessione che è stata fatta più volte, ad esempio ricordo che anche nel mio primo mandato da assessore era stata avviata un’analisi su costi e benefici».

Per i prossimi giorni sono già programmati degli incontri anche con l’Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste per capire eventualmente se la gestione possa essere affidata in modo diretto, magari a una realtà pubblica come potrebbe essere Itis, o se bisognerà invece procedere con un bando di gara aperto a tutti. Grilli in ogni caso ribadisce che «l’amministrazione pubblica si fa attraverso gli atti e i documenti e al momento ci sono solo dei pensieri. Ritengo sia del tutto normale che un Comune, in un periodo storico nel quale le risorse sono sempre meno, a fronte di bisogni crescenti da parte della popolazione con una società che si sta evolvendo continuamente, debba fare tutte le valutazioni del caso». Se alla fine il rapporto costi-benefici dovesse portare all’esternalizzazione del servizio, si aprirà il tema dei dipendenti che attualmente sono comunali a tutti gli effetti.

I posti letto che sarebbero messi “sul mercato” sono in tutto 475, di cui 121 per autosufficienti e i restanti per non autosufficienti. Un partita importante visto che rappresentano circa un sesto dei posti attualmente a disposizione in provincia, al netto dei 290 che dovrebbero essere assegnati a breve dopo la decisione della giunta regionale, del dicembre scorso, di aumentare la disponibilità visto che nell’ Uti Giuliana solamente l’80% della domanda trova risposta nelle strutture convenzionate. —


 

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