Monfalcone, un centinaio in piazza Montes alla presentazione "negata" dal Comune: «Stop alla politica del decoro»

Parte del pubblico in piazza Montes

Gli scrittori Wolf Bukowski e Wu Ming 1 radunano l’opposizione monfalconese e davanti al diniego di tavoli e sedie restano in piedi, seduti a terra e con le stuoie 

MONFALCONE Hanno risposto in più di cento e si sono presentati con gli stuoini. I più previdenti si sono portati dietro uno sgabello pieghevole da campeggio. Seduti per terra, sul bordo dell’aiula, appoggiati ai lati della piazza. Una piazza scelta non a caso: è quella intitolata al partigiano Silvio Marcuzzi “Montes”, importante figura della Resistenza monfalconese, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria. Ed è una piazza scelta anche «a simbolo della politica securitaria portata avanti dalla giunta Cisint, che di recente l’ha chiusa con delle gabbie» afferma Luca Meneghesso indicando più in là le ringhiere. Parla a nome del Coordinamento Monfalcone Meticcia che ieri ha visto partecipare all’iniziativa rappresentanti trasversali della sinistra monfalconese, oltre a singoli sparsi. Si distinguono, tra gli altri, Alessandro Perrone (Usb, Potere al Popolo); Dario Antonaz (Sinistra capitalista); Antonella Venturelli (Sinistra per Monfalcone); Luca Sterle (ex sindacalista Fiom); Arturo Bertoli (Ami); Licia Morsolin (Anpi) e la capogruppo del Pd Lucia Giurissa.

Poi ci sono gli ospiti speciali. Wu Ming 1 (Roberto Bui), membro dell’omonimo collettivo di scrittori che ha dato vita al blog Giap, inchiesta e letteratura. E c’è Wolf Bukowski, collaboratore di Internazionale e blogger di Giap. Bukowski, nomen omen, di origine tedesca e bolognese d’adozione, è stato chiamato a presentare il suo libro “La buona educazione degli oppressi. Piccola storia del decoro”, edito da Alegre. Nel saggio ricostruisce una «piccola storia del decoro dalla genesi dell’attuale sicuritarismo», quanto basta per sollecitare Monfalcone Meticcia a organizzare la presentazione in piazza, intitolata “Il vostro decoro è il nostro degrado” per protestare «contro le politiche securitarie della giunta Cisint».

Wolf Bukowski (sx) e Luca Meneghesso


Il Comune non ha autorizzato l’occupazione di suolo pubblico per posare tavoli e sedie. Il diniego fa riferimento sia ad «altre attività concomitanti già programmate» sia alle tempistiche necessarie per richieste di questo tipo «che, stabilisce la delibera di giunta n.215 del 2018, vanno presentate almeno 90 giorni prima». Ma gli organizzatori non si sono dati per vinti.

«È importante esserci» replica Bukowski. «La situazione che si è creata è la prova che la politica del decoro è centrale. Monfalcone è un caso paradigmatico. Viviamo città super normate, dove ogni spontaneità viene cancellata e trova risposte di controllo, disciplina e repressione. Una politica che serve a consegnare lo spazio pubblico solo a un certo tipo di cittadini, quelli ritenuti decorosi, emarginando tutti gli altri, che sono sempre i più deboli, i migranti poveri o chi è senza un tetto. Eppure chiunque ha diritto di vivere la propria esistenza. Questo fanno, invece di risolvere il problema». Una politica insomma «a suon di ordinanze che in Italia vediamo applicate da giunte di svariati colori politici» aggiunge Wu Ming 1. «Iniettano percezione di insicurezza a fronte di dati in calo sulla criminalità».

Sull’autorizzazione negata Perrone legge il punto 3 della delibera in cui «le manifestazioni politiche non sono vietate», mentre Giurissa ricorda come essa sia stata approvata «senza discussione in Consiglio». Dal suo canto il sindaco Cisint ribatte: «Non sarà certo un’iniziativa di marginale contrarietà a influenzare l’atteggiamento del Comune rispetto alla domanda di sicurezza reclamata dai cittadini». —


 

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