Monfalcone, in piazza Montes contro il daspo. Negate sedie e tavoli all’evento

Wolf Bukowski, Guest blogger del sito dei Wu Ming (Giap), collabora con Internazionale e autore del libro "La buona educazione degli oppressi. Piccola storia del decoro" (Alegre, 2019)

MONFALCONE Hanno invitato a Monfalcone lo scrittore Wolf Bukowski, autore del libro “Il vostro decoro è il nostro degrado” e collaboratore di Internazionale. Oggi l’autore sarà ospite a Trieste, e il coordinamento Monfalcone Meticcia ha preso la palla al balzo organizzando, per domani, una iniziativa pubblica di protesta «contro le politiche securitarie della giunta Cisint». Appuntamento alle 18.30 in piazzetta Marcuzzi Montes. Se non fosse che il Comune ha negato l’autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico richiesta per posare tavolo e panche necessarie alla realizzazione dell’evento. L’ente argomenta il diniego facendo riferimento sia ad «altre attività concomitanti già programmate» sia alle tempistiche necessarie per richieste di questo tipo «che, stabilisce la delibera di giunta n.215 del 2018, vanno presentate almeno 90 giorni prima».

La reazione va da sé. «Pur avendo il permesso del locale Commissariato di Polizia, l’amministrazione ci ha impedito di utilizzare un tavolo e qualche panca per consentire alle persone di ascoltare gli interventi – tuona la nota del Coordinamento –. Si è trincerata dietro una delibera assurda che impone ben 90 giorni di anticipo per poter svolgere un’attività negli spazi pubblici. È evidente che questa delibera rende difficile, se non impossibile, l’organizzazione di iniziative in piazza richiedendo un così ampio preavviso». Di qui la scelta di fare comunque l’iniziativa («Staremo tutte/i in piedi, di certo non in ginocchio») chiamando all’appello «tutte le persone democratiche, antifasciste ed antirazziste». L’intento è ribadire che «gli spazi pubblici sono patrimonio comune di chi intende esercitare il proprio diritto al dissenso e non rendersi complici di politiche divisive, insensate e xenofobe della sindaca Cisint e della sua giunta».



Intanto, tra le fila dell’opposizione consigliare rimbalza l’eco sul requisito per gli stranieri ammessi ai contributi “tagliaffitti”, prima introdotto a bando chiuso e poi revocato. Il Pd ha presentato un’interrogazione per chiedere alla giunta di chiarire in aula e in forma scritta, anche sulla base degli atti, «quali sono le motivazioni dell’operazione e quale percorso è stato avviato con la Guardia di Finanza relativamente alle verifiche previste dalla legge nei confronti di beneficiari di risorse pubbliche». Spiega la capogruppo Lucia Giurissa: «Il punto non è solo lo spreco di risorse spese per oltre 200 raccomandate e altrettante revoche. È che scopriamo l’acqua calda nel dire che alla Guardia di finanza spettano controlli da sempre attivi per evitare i furbetti, indipendentemente dalla loro provenienza». Proprio contro i danni «creati a quegli immigrati che nel frattempo si sono sobbarcati costi e viaggi per ottenere la documentazione richiesta e poi revocata», l’Ami annuncia di voler adire le vie legali.




 

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