Stangata sui conguagli Ater: in via Negri monta la rivolta

le famiglie residenti in via Negri

Spese per i servizi salite anche di 110 euro nei bollettini recapitati ad agosto Settanta famiglie sul piede di guerra: «Vogliamo chiarimenti dagli uffici»

TRIESTE Non tira buona aria dalle parti di via Negri, a Coloncovez. C’è rabbia, molta rabbia, tra gli inquilini che abitano nei caseggiati Ater. Una decina di giorni fa si son visti appioppare un improvviso aumento sui bollettini di pagamento alla voce «conguaglio servizi». Botte da 70, 80, 100 o 110 euro a testa.

L’inattesa stangata di questi giorni ha riguardato una settantina di famiglie in tutto che vive nelle quattro palazzine della via.

Le case Ater di via Negri


I nervi sono a fior di pelle, anche perché non è la prima volta che i residenti si trovano a ingaggiare battaglie con l’amministrazione Ater: era ottobre del 2016 quando le famiglie avevano sollevato una sorta di rivolta popolare per protestare contro gli innumerevoli disagi riscontrati negli appartamenti. Alloggi nuovi di zecca, consegnati solo qualche mese prima, ma che erano già pieni di acciacchi, per usare un eufemismo: caldaie e ascensori guasti, allagamenti, cedimenti di controsoffitti e di intonaci.

Lo scandalo delle case Ater di via Negri



Ora ci risiamo, sebbene con problemi di altra natura. I “ritocchi” all’insù sui bollettini investono dunque il «conguaglio servizi». Quali servizi? Riscaldamento, acqua calda, illuminazione delle parti comuni, pulizia e irrigazione delle aiuole (sebbene la pompa non sia mai stata messa in funzione).

In realtà, fanno notare gli inquilini, gli incrementi dell’Ater sono cominciati già dal secondo semestre del 2017. A metà agosto ecco l’ulteriore balzello.

«Appena ho iniziato ad abitare qui, cioè il primo luglio del 2016 – racconta la quarantanovenne Roberta, residente in via Negri 17 – pagavo 110,12 euro mensili. Adesso mi trovo con 249,93 euro. Per il “conguaglio servizi”, ad agosto, sono passata da 70 a 110 euro».



Così la signora Adriana, che abita in un alloggio al civico 13. «Ad agosto – osserva – mi è arrivato un bollettino di 324,31 euro, mentre nel semestre precedente pagavo 247,75 euro. Per quanto riguarda il mio conguaglio, che pago in sei rate, è schizzato di 76 euro».

Chi più chi meno le cifre lievitate sono le stesse. «Il mio bollettino riportava 92,93 euro in più, in sei rate», rileva Giuliana, che risiede al civico 15. «Faccio notare che l’anno scorso mi erano richiesti, nel secondo semestre, 35,49 euro». Marisa Bertocchi, che già due anni fa aveva fatto da portavoce ai disagi, è su tutte le furie. «Io ho un aumento di 72 euro. Perché? Qua paghi anche se non consumi».

I residenti non riescono a darsi spiegazioni. «La ripartizione delle spese – protesta ancora Giuliana – è incomprensibile: famiglie con più componenti pagano la stessa somma, o anche meno, di chi abita da solo». La signora Bertocchi perde le staffe: «Già, assurdo – urla – perché devo prendermi anche le spese degli altri, io che sono sola in casa? Se compro un chilo de pomi – insiste in dialetto – pago el mio chilo. No i pomi dei altri...». C’è poi chi si lamenta per la pulizia delle scale: 48 euro al mese, per ogni stabile, «quando gli inservienti si fanno vedere una volta al mese», rileva un inquilino.

Alcuni condomini hanno domandato chiarimenti all’Ater. «Sa cosa ci rispondono negli uffici? Che questi sono i consumi. E ci fanno capire che dobbiamo essere contenti... perché viviamo in case di “lusso”...». —




 

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