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Polidori rivendica sui social la maxi-multa all’ambulante

Due sanzioni, di cui almeno una da mille euro, comminate a un venditore dotato di licenza che operava in un punto vietato dalla normativa della Regione

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Il vicesindaco di Trieste Paolo Polidori 

TRIESTE Due multe, di cui una da mille euro, a un venditore ambulante. È la nuova iniziativa del vicesindaco leghista Paolo Polidori, puntualmente comunicata attraverso canali social.

Il numero due della giunta, già salito alla ribalta delle cronache nazionali e internazionali per aver gettato le coperte di un clochard nella spazzatura, è ricorso a Facebook ieri per rivendicare la sua ultima uscita. Una multa salatissima a un «commerciante abusivo» “reo” di aver messo in mostra le sue merci davanti all’Agenzia delle Entrate.

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Scrive il vicesindaco: «Il commercio abusivo è già di per sé attività non tollerabile: esercitarlo davanti all’Agenzia delle Entrate, poi, indigna ancora di più, proprio perché le merci sono esposte sulla proprietà di un ente la cui funzione è (o dovrebbe essere) quella di combattere, appunto, l’abusivismo».

Prosegue ancora Polidori: «Al netto, quindi, della prolungata tolleranza (della cui motivazione sono all’oscuro) da parte dell’Agenzia, sulla quale già anni addietro segnalai, da cittadino e da imprenditore, la pessima sensazione di subire un’insopportabile discriminazione tra chi viene, giustamente, controllato, e chi impunemente appoggia le borsette da vendere illecitamente proprio sul davanzale del controllore, ebbene, su segnalazione di una cittadina, stavolta mi sono attivato con la Polizia locale».



Il vicesindaco ricopre infatti in giunta l’incarico di titolare per il corpo dei vigili cittadini, in forza del quale ha spedito gli agenti alle calcagna del venditore ambulante. Racconta: «Una prima sanzione è stata comminata il 9 agosto al commerciante, di origine senegalese, che pur in possesso di licenza di ambulante, trasgrediva la normativa regionale (legge 29/2005 sul commercio), perché esercitava in zona aperta al pubblico: mille euro di sanzione ed applicazione del Daspo urbano con il divieto di ritornare sul posto entro le 48 ore». Ma la storia non finisce qui. Scrive ancora Polidori: «Controllare due volte è meglio: “pizzicato” nuovamente oggi (ieri, ndr), altra sanzione ed altro Daspo, la cui comunicazione viene trasmessa alla Questura, che dovrà tenerne conto ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno; è su questo aspetto, più che su quello pecuniario, che queste persone sono più “sensibili”...».

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Conclude il vicesindaco con toni salviniani: «Non si molla, combattere l’abusivismo in quel posto particolare è anche una questione di dignità e di rispetto verso cittadini ed imprenditori, che dietro l’angolo dove sono esposte le borsette entrano con uno spirito non proprio sereno e felice». —


 

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