Trieste, mal di pancia in casa leghista per l’intesa Dipiazza-musulmani

Il presidente della Comunità islamica di Trieste Saleh Igbaria con il sindaco Dipiazza

Silenzi imbarazzati e no comment nel Carroccio all’indomani della visita del sindaco al Centro islamico

TRIESTE L’amicizia espressa dal sindaco Roberto Dipiazza nei confronti della Comunità islamica cittadina, definita «modello di integrazione, ha creato più di qualche mal di pancia all’interno della maggioranza che lo sostiene. Alcuni alleati, specie tra gli esponenti del Carroccio, sembrano non aver gradito lo slancio dimostrato dal primo cittadino nei confronti dei musulmani cittadini. Anche se, a domanda precisa, i leghisti più in vista preferiscono tutti trincerarsi dietro ad “no comment”. Che appare, però, carico di imbarazzo e fastidio.

Ma andiamo con ordine. Domenica mattina il primo cittadino ha teso la mano alla Comunità musulmana, intervenendo nel Centro islamico di via Maolica, insieme al fidato assessore alla Cultura Giorgio Rossi, alle celebrazioni per la Festa del Sacrificio, la seconda ricorrenza più importante per l’Islam, che segna la fine del pellegrinaggio alla Mecca. E l’accoglienza ricevuta dalle centinaia di fedeli, radunatisi sui tappeti della moschea per pregare insieme, è stata così calorosa la lasciarlo quasi senza parole. «Commosso», dirà Dipiazza alla fine della giornata, sottolineando la correttezza della Comunità islamica che, lungi dal rappresentare un pericolo come sostenuto da qualcuno, a suo dire non hai mai creato alcun tipo di problemi.



Una posizione che nessuno, tra i salviniani del Comune, si è sentito di sposare e sostenere apertamente. Tant’è che, a domanda precisa, tutti i protagonisti della politica municipale eletti con la Lega, hanno preferito evitare ogni tipo di commento. Un silenzio quantomeno “sospetto” dietro al quale si sono trincerati il vicesindaco Paolo Polidori, le colleghe di giunta Luisa Polli e Serena Tonel. E ancora il capogruppo in Consiglio comunale Radames Razza e Manuela Declich, la consigliera che fino a poco tempo fa era tra i banchi di Forza Italia. Insomma un po’ troppi “no comment” per non pensare ad un ordine di scuderia.



Pieno sostegno alle parole espresse da Dipiazza arriva invece da Forza Italia, seppur con qualche riserva. «Il sindaco fa bene a cercare il dialogo con le comunità religiose - afferma il capogruppo di Forza Italia Alberto Polacco -. È corretto agire in questo modo in una città multiculturale come la nostra. Ricordo però, parlando in generale, che la Festa del Sacrificio ha tra i rituali lo sgozzamento degli animali vivi. Purtroppo c’è questo aspetto, magari non a Trieste, ma siccome siamo una società che tutela gli animali, auspichiamo che pratiche del genere vengano bandite dall’Italia».

Conferma il proprio appoggio anche un altro azzurro, il consigliere forzista Michele Babuder, che dice: «Non ci vedo nulla di male, se si è trattato di un saluto istituzionale nel rispetto delle regole e delle sensibilità di entrambi».

Sintetizza così infine il proprio pensiero il capogruppo della Lista Dipiazza Vincenzo Rescigno: «È stato un segnale di apertura, già visto in altre occasioni. Il sindaco tende ad avere atteggiamenti di collaborazione e apertura nei confronti delle persone stabilizzate e ben inserite nel territorio. Ha fatto una scelta, poi speriamo che porterà i suoi frutti. È stato in ogni caso un gesto che ha un’importanza per la nostra comunità». —




 

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