«Agisco in totale autonomia In classe non si fa propaganda»

Replica alle polemiche il Garante comunale dell’infanzia e dell’adolescenza Orlando 

la replica

Tirato a più riprese per la giacca in questi giorni nel corso della polemica scatenata dalle dichiarazioni del sindaco Anna Cisint in merito agli insegnanti “di sinistra”, il Garante comunale dell’infanzia e dell’adolescenza Francesco Orlando ribatte innanzitutto come la sua sia una “figura istituzionale autonoma”, istituita con un apposito regolamento approvato dal Consiglio comunale in carica. «Il Garante è quindi, come si legge nel regolamento, un’autorità indipendente che svolge la propria attività in piena libertà e indipendenza – sottolinea Orlando – da qualsiasi istituzione pubblica o privata e non è sottoposto ad alcuna forma di controllo gerarchico o funzionale».


Tra i suoi compiti c’è, però, come rileva ancora Orlando, l’ascolto dei minori e degli adulti che si relazionano con persone di minore età. «È espresso in modo chiaro che il Garante ascolta, ove ritenuto opportuno anche direttamente, i bambini e gli adolescenti che chiedano di conoscerlo e di parlargli – prosegue –, in presenza di un adulto di riferimento, adoperandosi perché le loro esigenze, se ritenute legittime, vengano prese in considerazione come da loro richiesto e portate alle autorità che potranno esaminarle».

In ultima analisi, secondo Orlando, il sindaco di Monfalcone ha perciò «evidenziato uno dei compiti del Garante, previsto dal Regolamento approvato dal Consiglio comunale». «Detto ciò, non mi passa nemmeno per l’anticamera del cervello di stilare liste di proscrizione di colleghi – afferma Orlando, fino a un paio d’anni fa docente di religione nella scuola media –. Il mio compito precipuo è ascoltare, dialogare ed eventualmente segnalare alle autorità competenti gli estremi di un possibile disagio riscontrato». Il ruolo di Garante è in ogni caso stato assegnato a fronte di un concorso pubblico, come tiene a ricordare Orlando, augurandosi che le sue «dichiarazioni siano chiare e vadano a chiudere una polemica sterile, inutile e dannosa».

Orlando, già assessore ai Servizi sociali nella seconda giunta Persi e per metà mandato della prima giunta Pizzolitto, non si esime da un’ultima considerazione. «Propaganda politica a scuola non si fa, ma si deve fare Politica con la P maiuscola, nella sua accezione più alta – afferma –. Accompagnare i bambini, i ragazzi, gli adolescenti a svilupparsi per vivere bene in comunità, per diventare dei cittadini validi e desiderosi di far crescere il proprio paese, attraverso la conoscenza del passato, senza interpretazioni di parte (ecco la propaganda politica), parlare delle dittature del ’900 che sono state causa di genocidio. Ricordare i martiri dei lager, dei gulag, delle foibe per capire la realtà che si sta vivendo. Riuscire a parlare del Medioevo come uno dei periodi più esaltanti della storia europea. Parlare dello sfruttamento dei disperati costretti a fare i clandestini, per il guadagno della criminalità. Insegnare il rispetto delle istituzioni, anche se l’incarico è rivestito dall’avversario politico. Questo è fare Politica». –

La. Bl.

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