Pedala vicino a San Pelagio e i lupi gli sbarrano la strada

Un branco di lupi in una foto di repertorio

Disavventura tra il valico e Comeno per un appassionato di ciclismo di Sistiana: «Era una coppia, il maschio voleva aggredirmi, poi un’auto li ha fatti scappare»

COMENO A tu per tu con una coppia di lupi dall’atteggiamento aggressivo, in una sperduta stradina del Carso sloveno, nella zona di Comeno, mentre pedalava in solitudine per allenarsi. È questa la drammatica situazione - per fortuna conclusasi senza conseguenze, grazie all’arrivo di un’automobile che ha spaventato gli animali - nella quale si è venuto a trovare l’altro giorno Danilo Bergamasco, residente a Sistiana e molto conosciuto in zona anche per la sua grande passione per la bicicletta.

«Sono 40 anni che pedalo – racconta Danilo, che lavora nella stazione di servizio situata proprio nel cuore di Sistiana, lungo la strada che attraversa il piccolo centro del Comune di Duino Aurisina – dapprima come giovane atleta di tante società della regione, mentre oggi gareggio nella categoria dei Master, per i colori del gruppo sportivo delle Generali. Per tenermi in forma mi alleno spesso, talvolta anche di sera – aggiunge – perciò posso dire che, nel tempo, ho percorso decine di migliaia di chilometri, ma mai mi ero trovato in una situazione di pericolo come quella vissuta vicino a Zagrajec, a poca distanza dal valico di San Pelagio. Erano circa le sei della sera – continua Danilo – e stavo spingendo sui pedali come sempre quando, dopo una curva, mi sono improvvisamente trovato davanti a una coppia di lupi, un maschio e una femmina».

«Ho subito notato che il maschio aveva un atteggiamento minaccioso, perché mostrava i denti, aveva le bave che gli scendevano dalla bocca e le orecchie rivolte verso l’alto. Tutti segnali della sua volontà di aggredirmi – continua l’atleta – perché evidentemente sentiva il bisogno di difendere la femmina o forse perché era affamato. In ogni caso mi sono sentito veramente in difficoltà, perché ero solo e potevo contare solo sulla forza delle mie gambe. So però per esperienza che se un animale di quel tipo vede la potenziale preda scappare è tentato di seguirlo. Proprio nel momento in cui stavo pensando velocemente al da farsi – ricorda il ciclista – è sopraggiunta un’auto dalla parte opposta ed è stata una grande fortuna per me, perché i due lupi a quel punto si sono spaventati e sono ritornati nel bosco. Non voglio nemmeno pensare – conclude il suo racconto Danilo – a cosa sarebbe potuto succedere se non fosse arrivata quella vettura».

Al suo ritorno a casa, Danilo si è immediatamente rivolto a chi conosce la zona ed è venuto a sapere che in alcuni punti della Slovenia, a ridosso del confine, si sono registrati vari attacchi alle pecore che pascolano proprio ad opera di lupi, evidentemente alla ricerca di cibo. L’episodio però non ha scalfito la passione di Danilo Bergamasco per la bicicletta.

«Il giorno dopo l’accaduto – riprende – sono risalito in sella e sono tornato a pedalare sulle strade che da Sistiana, dove risiedo, portano verso il Carso sloveno, perché non voglio perdere la condizione atletica. Spero che la situazione non debba ripetersi – prosegue – ma per ora non voglio pensarci».

Il fenomeno dell’avvicinarsi di lupi e cinghiali a zone abitate non è nuovo sul Carso. Il cibo per loro è sempre più difficile da trovare e l’istinto li porta a uscire dai sentieri abituali per inoltrarsi verso le fattorie isolate e gli agglomerati più piccoli. Zagrajec per esempio conta una trentina scarsa di abitanti.—


 

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