Fulmine buca il campanile e manda in tilt l’impianto

L'ingresso transennato alla torre campanaria (Bonaventura)

Danni ingenti alla chiesa dei santi Pietro e Paolo: contatore esploso e quadro elettrico inagibile a causa della tempesta elettrica. Black out a Dobbia fino alle 7

STARANZANO Ha bucato il tetto del campanile. Letteralmente. La violentissima saetta che l’altra notte, attorno alle 00.30, si è scagliata come lo schiaffo di un gigante sulla chiesa dei santi Pietro e Paolo di Staranzano ha determinato ingenti danni, mettendo ko la casa dei fedeli. Inutilizzabile l’impianto elettrico, saltato gambe all’aria, si è salvata solo la residenza del parroco don Paolo Zuttion, collegata ad altro dispositivo fortunatamente risparmiato dalla furia del cielo.



Non si è trattato dell’unico disservizio in paese: la frazione di Dobbia, colpita da black-out, è rimasta senza corrente fino a poco dopo le 7 di ieri, mentre un albero secolare si è abbattuto sulla strada degli Alberoni, precludendo la principale delle due vie di accesso a un isolato casale a ridosso del litorale. Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco per la rimozione: il diametro di oltre un metro del fusto, peraltro avvolto da vegetazione, ha richiesto mezzi speciali, non in ordinaria dotazione agli operai del Comune, che comunque hanno transennato la carreggiata, completamente occupata dalle fronde per evitare pericoli.

La violenta perturbazione in realtà non ha provocato inondazioni o allagamenti in case e scantinati già visti in simili occasioni. Eppure la sequela di saette ha impegnato per oltre due ore pompieri e carabinieri in via Savoia.

Una notte tormentata, quella a cavallo tra martedì e mercoledì, intercalata da tuoni e cielo illuminato a giorno. Il boato più forte si è scatenato mezz’ora dopo le 24. La velocissima saetta ha sfondato il tetto del campanile della chiesa, colpito una campana collegata all’impianto elettrico ed è corsa giù fino al contatore facendolo completamente esplodere. Lo scoppio ha causato a sua volta un principio di incendio. E ancora ieri si potevano osservare i resti completamente anneriti e bruciacchiati dell’apparecchio. Dunque alle 00.36 è arrivata la chiamata ai vigili del fuoco, intervenuti prontamente con un mezzo Aps (Autopompaserbatoio) e l’autoscala. Sette gli uomini in campo, partiti anche dal vicino distaccamento aeroportuale, che hanno provveduto a debellare il principio di incendio e in seguito a verificare minuziosamente le condizioni dell’impianto elettrico, poi precluso all’utilizzo per ragioni di sicurezza, sicché chiesa e locali pertinenti sono rimasti senza corrente. Bruciato anche il dispositivo di comando del suono delle campane, silenziate.

Guaio non da poco, la scarica di fulmini e tuoni che ha ostacolato l’altra notte il sonno degli staranzanesi ha altresì provocato un buco nel tetto del campanile che dovrà essere riparato al più presto, vista la minaccia di temporali nelle prossime ore. Lo sfregio ha causato inoltre la caduta di calcinacci sulla via. Proprio a causa della tempesta di folgori nessuno si trovava sul marciapiede in quel momento, altrimenti sarebbe stata tragedia.

Sul posto anche il Nucleo radiomobile dei carabinieri che ha provveduto a chiudere, sotto la pioggia battente, l’arteria, così da consentire ai pompieri di operare in sicurezza. Ieri mattina, invece, gli addetti del Comune, informato dei fatti da una nota diramata dai vigili del fuoco, hanno provveduto a effettuare dei test. «Sono stati esclusi problemi strutturali alla chiesa», ha reso noto il tecnico Armando Furlan, pure referente della Protezione civile. —


 

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