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Gorizia, bar aperti senza limiti di orario, ma la musica fino a mezzanotte

La movida in via Nizza a Gorizia

La giunta Ziberna revoca l’ordinanza Romoli che durava da 11 anni ed era superata. «Soluzione equa, al passo con i tempi»

GORIZIA Scatta la liberalizzazione degli orari di apertura dei bar. In pratica, un esercente potrà tenere aperto sino a quando vorrà, paradossalmente anche 24 ore su 24, senza le limitazioni orarie che oggi, in un ring circoscritto del centro cittadino, erano fissate alle 24 dal lunedì al giovedì e all’una dal venerdì alla domenica. Confermati, invece, i paletti relativi a schiamazzi notturni e emissioni sonore, in ossequio anche a quanto prevedono le normative nazionali.



Questi, in estrema sintesi, gli elementi di novità del tema caldo per eccellenza delle estati cittadine: i rumori molesti. L’amministrazione comunale ha deciso di superare le ordinanze anti-schiamazzi targate Romoli, facendo tornare in vita come per magia le disposizioni contenute nell’ordinanza Brancati del 2006, che peraltro vennero confermate dalle successive. Per spiegare le novità che entrano in vigore già dalla giornata odierna, è stata convocata una conferenza stampa cui hanno preso parte il sindaco Ziberna, il suo vice Ceretta, l’assessore comunale al Commercio Sartori e il comandante dei vigili urbani Muzzatti. Presenti, fra il pubblico, anche l’assessore Oreti, la consigliera comunale Maria Grazia Mollica (Forza Italia) e i colleghi d’opposizione Emanuele Traini (Gorizie) e Federico Gabrielcig (Percorsi goriziani).



«In sostanza - ha spiegato Ziberna - andiamo a revocare le disposizioni del 2005 e le due datate 2008: in particolare quelle che disciplinano gli orari di apertura degli esercizi pubblici ubicati in un determinato perimetro del centro cittadino. Ogni ordinanza, si sa, deve essere circoscritta nel tempo: queste aveva 11 e più anni e, oggettivamente, erano datate. Il nostro impegno elettorale, poi, era di superare quella regolamentazione che trovava motivazione dagli assembramenti che si creavano davanti al teatro Verdi e in via Nizza durante tutte le ore del giorno e della notte, determinando difficoltà di transito a piedi in auto e mille altri problemi. Oggi, le ragioni che hanno indotto ad emanare quelle ordinanze sono venute meno anche lette le relazioni delle forze dell’ordine».



Quindi, niente limitazioni orarie di apertura ai bar. Paletti rigidi sugli schiamazzi. «Non è un “liberi tutti”, non deve passare questo concetto perché le regole da rispettare ci sono», ha fatto eco il comandante Muzzatti. Pertanto: la musica all’esterno sarà consentita sino alle 23 mentre, all’interno dei locali, sino alle 24. Disposizioni che erano già contenute nell’ordinanza Brancati del 2006. Nel regolamento di Polizia locale che verrà adottato sarà - poi - previsto l’allietamento, musica a basso volume all’interno, negli orari di apertura del locale.

Per il resto, «si applicano le disposizioni di liberalizzazione degli orari introdotte da Bersani nel 2006 che riguardavano i Comuni turistici, estese nel 2011 da Monti a tutte le altre municipalità. Perciò, un bar potrà tenere aperto sempre, anche no stop. Limitazioni, invece, continueranno ad esserci riguardo alle emissioni sonore e agli schiamazzi notturni».

In più, restano i paletti delle norme statali che prevedono il divieto di somministrazione di sostanze alcoliche ai minori di 16 anni (è un reato penale), il medesimo divieto per coloro che hanno da 16 ai 18 anni (si è soggetti a sanzioni amministrative), niente alcol dalle 3 alle 6 del mattino.

Tutte disposizioni dovranno essere osservate scrupolosamente dagli esercenti. «Anche perché - ha concluso il sindaco - è stata data istruzione alle forze dell’ordine di effettuare controlli». —


 

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