La “casa” dei senegalesi debutta a Sgonico fra riti e sorrisi

L'inaugurazione della nuova "casa" dei senegalesi

In più di 200 all’apertura del nuovo punto di riferimento della comunità triestina dei “mouride” a Prosecco Stazione

SGONICO Più di 200 senegalesi - alcuni dei quali arrivati addirittura dalla Lombardia, oltre che dall’intero Friuli Venezia Giulia - hanno partecipato ieri all’inaugurazione della nuova casa dei mouride, la confraternita islamica la cui associazione di Trieste ha di recente acquistato l’edificio di Prosecco Stazione, un tempo Locanda Riolino Taucer. Un’intera giornata è stata così dedicata dalla locale comunità senegalese ai festeggiamenti per un traguardo atteso da tempo: avere un punto di riferimento nelle vicinanze di Trieste.

L'inaugurazione della nuova "casa" dei senegalesi a Sgonico


E all’appuntamento si sono presentati tutti vestendo i tradizionali abiti lunghi a tinte molto forti, tipici della tradizione culturale di questo paese africano di cui i mouride rappresentano un’importante componente etnico-religiosa. Lavorando febbrilmente nei giorni della vigilia, i senegalesi di Trieste sono riusciti nell’intento di ridare vitalità a un edificio per molti anni dimenticato e così le stanze e il giardino si sono offerti allo sguardo dei visitatori come se fossero utilizzati ogni giorno. All’interno è stata ricavata la sala riservata alle preghiere e alla lettura del Corano, alla quale si accede soltanto a piedi scalzi, ornata dai tradizionali tappeti.



All’esterno sono state sistemate alcune panchine nelle zone d’ombra assicurate dagli alberi, per permettere di beneficiare di piccole oasi fresche in questa torrida estate 2019. Bevande e piatti tipici del Senegal sono stati offerti a tutti i presenti, mentre i bambini, anch’essi indossando la tradizionale tunica lunga, hanno potuto giocare all’aperto, correndo sui monopattini e sulle biciclette.

«Questa è una giornata che non dimenticheremo – ha detto in un perfetto italiano Amadou Fall, uno degli artefici dell’acquisto dell’immobile e organizzatore della festa – perché la ricerca di un edificio adatto alle nostre esigenze e che non costasse troppo è stata lunga. Ora potremo iniziare a mettere in calendario le manifestazioni religiose e culturali che fanno parte della nostra cultura – ha aggiunto – e qui potremo farlo senza difficoltà».

I senegalesi di Trieste infatti erano pronti, un paio di anni fa, all’acquisto dell’ex Mobilificio Arcobaleno di Duino, ma una netta resistenza di molti residenti li aveva fatti desistere. Il prossimo evento è fissato per lunedì 12, quando sarà celebrata una festa religiosa. «Fa parte del nostro programma di celebrazioni – ha concluso Amadou Fall – e ci raduneremo qui, nella nostra nuova casa».—


 

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