«Buongiorno, signora». Stefano, l’autista gentile che accoglie i passeggeri col saluto che sorprende

L'autobus numero 19

Il conducente Braico è stato notato per la sua cordialità «Una gentilezza d’altri tempi», commentano all’interno della 19

TRIESTE Alle 15.20 la linea 19, in partenza dal capolinea di via Puccini, non è mai piena di gente. Così capita che, talvolta, i passeggeri riconoscano il conducente e viceversa. E che, prima della partenza, ci si scambi qualche parola.

Ma per l’autista Stefano Braico, cinquantenne, riconoscere o meno volti famigliari poco importa: lui saluta tutti comunque.


«Buongiorno», dice a chiunque, con un sorriso, non appena si aprono le porte dell’autobus e salgono le persone. Lo fa a ogni fermata.

Un gesto di delicata cortesia che, in effetti, spesso sorprende. Ieri, quando in via Flavia è entrato un ragazzone con la maglietta rossa, tutto chino sul proprio smatphone, la scena era curiosa. «Buongiorno», ha salutato il signor Braico accennando un gesto della mano. Il ragazzone, con la faccia vagamente incredula, ha tirato dritto in silenzio per qualche metro in cerca di un posto dove sedersi, per poi ricredersi e abbozzare una mezza risposta: «Ah... buongiorno a lei...». Poco dopo, alla fermata successiva di fronte al cimitero, una vecchina non si è nemmeno accorta del saluto.

Coglie un po’ di sorpresa la gentilezza dell’autista. Ma tanti rispondono a quel «buongiorno», con altrettanta cordialità.

Capelli grigi, occhiali scuri e camicia azzurra d’ordinanza (e cravatta), con tanto di cellophane sul volante per impugnare meglio il volante, Braico prosegue la sua corsa che porta la 19 fino al capolinea di piazza Libertà. Ha un saluto per tutti.

Talvolta non mancano gli intoppi di percorso, come avvenuto proprio ieri a un incrocio in via Tarabocchia: una Mercedes nera non ha dato la precedenza tagliando la strada all’autobus, per fortuna senza conseguenze. Il conducente non ha perso l’aplomb, limitandosi a un semplice colpetto di clacson. «Bip».

Braico accoglie sempre tutti con il suo «buongiorno», anche quando il bus inizia a farsi più pieno.

«Che gentile, una gentilezza d’altri tempi», mormora una settantenne. «Fa piacere vedere persone così in questo mondo di maleducati».

Gli habitué della 19 delle 15.20 stanno ormai pensando di far togliere il classico avviso del “non disturbare il conducente”, con uno più attuale. “Salutare il conducente”. —


 

Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi