Piscina sotto sequestro dopo il crollo del pontile al “bagno” Ausonia

La chiusura della piscina dell'Ausonia dopo il crollo (Silvano)

L’incidente è avvenuto in una zona dello stabilimento già chiusa al pubblico e pertanto non ci sono stati feriti. Sos partito tre ore dopo. I gestori: «Non c’era alcun rischio»

TRIESTE Un altro crollo a Trieste. A neanche una settimana dal clamoroso cedimento del tetto dell’Acquamarina, sabato 3 agosto nello storico stabilimento balneare “Ausonia” è collassato un pontile di cemento. Le due strutture, una in Molo Fratelli Bandiera, l’altra in Riva Traiana, sono a pochi metri di distanza. Fortunatamente nemmeno stavolta ci sono stati feriti.

Trieste, piscina chiusa all'Ausonia il giorno dopo il crollo



L’incidente all’Ausonia si è verificato nella parte della piscina, quella che confina con l’area portuale. Erano circa le 6.30. In quel momento un addetto della cooperativa che gestisce lo stabilimento, la “Croce del Sud”, stava pulendo il piazzale antistante la vasca prima dell’apertura ai bagnanti, programmata come ogni giorno alle 8.30. «All’improvviso ho sentito un rumore di fronte a me, per la verità non molto forte – racconta l’inserviente – mi sono girato e ho visto il pontile distrutto. Ho chiamato subito i miei responsabili».



La parte che ha ceduto non era aperta al pubblico. Risulta infatti inaccessibile da maggio, da quando cioè una verifica statica aveva messo in luce il potenziale pericolo. Il perimetro attorno era stato quindi transennato dalla scorsa primavera.

Crolla il pontile allo stabilimento Ausonia di Trieste



Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco. Non subito però, bensì più di tre ore dopo l’incidente: alle 9.40, come documentato dal comunicato stampa diramato dal comando dei pompieri nel corso della mattinata. Mentre il cedimento, come detto, è avvenuto alle 6.30. Perché è passato così tanto tempo? I Vigili del fuoco non sono stati allertati.



«Non ne avevamo la necessità perché non c’era il pericolo che potessero crollare altre parti – spiega la presidente della cooperativa “Croce del Sud” Cristina Cecchini – infatti è venuto giù un pezzo di pontile che era già chiuso al pubblico. Quindi ci siamo preoccupati di mettere in sicurezza la piscina delimitando la zona, in modo tale che alle 8.30 (orario di apertura dello stabilimento, ndr) l’area fosse già interdetta. Poi c’è voluto del tempo per contattare i referenti, visto che il bene è di proprietà dell’Autorità portuale. Infatti abbiamo chiamato i responsabili della sicurezza dell’Autorità portuale e i referenti del consorzio (il Consorzio Ausonia, che raggruppa le otto cooperative sociali che fanno parte dello stabilimento, ndr)».

Trieste, il maltempo sferza lo stabilimento Ausonia



In realtà, oltre ai pompieri pure l’Autorità portuale è stata contattata dai referenti dell’Ausonia appena attorno alle 9.30, cioè tre ore dopo l’episodio. «Sì – conferma Fabio Rizzi, responsabile sicurezza dell’Authority – mi hanno telefonato proprio a quell’ora dallo stabilimento. Appena saputo la notizia ho fatto intervenire immediatamente gli ispettori portuali e i Vigili del fuoco, che ho fatto chiamare tramite la nostra sala operativa».

Riavvolgendo il nastro, la sequenza è questa: il pontile crolla alle 6.30, ma ci vogliono più di tre ore prima che vengano allertati i pompieri e gli ispettori portuali. Ma nel frattempo lo stabilimento, alle 8.30, è comunque aperto ai bagnanti. Ma chi delle istituzioni e delle forze di soccorso competenti, a quell’ora e dinnanzi all’incidente, aveva escluso che il cedimento potesse estendersi ulteriormente?

La sala operativa dei pompieri verrà infine avvisata dalla Capitaneria di Porto. Sul posto anche la Polizia di Stato. Il pm Pietro Montrone, il magistrato di turno ieri, ha ordinato il sequestro dell’area della piscina. Servono verifiche.

Gli interrogativi si concentrano ora sul motivo del collasso di un pontile già ritenuto a rischio. Il maltempo e le mareggiate di questi giorni potrebbero aver dato il colpo di grazia.

«Non è successo nulla, perché non poteva succedere – osserva ancora Cecchini della Croce del Sud – la zona dove è caduto il pontile era già interdetta da maggio, in quanto riguardava uno spazio dove sono state fatte delle prove di carico in previsione della partenza del prossimo lotto dei lavori in programma in autunno al termine della stagione balneare e previa formalizzazione del prolungamento della concessione da parte dell’Autorità Portuale».

Il Consorzio Ausonia nel 2005 si era aggiudicato un’asta fallimentare salvando così lo storico bagno e investendo oltre 3 milioni di euro per la ristrutturazione. Ma mancava, appunto, ancora la zona della piscina.

«Ci auguriamo – afferma Giancarlo Carena, presidente del Consorzio – che questo incidente serva ad attirare l’attenzione su questo spazio, che è e deve sempre più essere patrimonio di tutti».

«Il dispiacere più grande è l’aver dovuto interdire tutta l’area della piscina – riprende Cecchini – cosa che abbiamo fatto ancor prima dell’arrivo dei Vigili del Fuoco, dove non sarà possibile svolgere le attività promosse dalle associazioni sportive. Speriamo che l’ulteriore lotto di lavori già programmati e che riguarderà proprio quella zona possa partire in ottobre, in modo da concludersi prima della prossima stagione».

Il Pd, intanto, chiede accertamenti. «Un episodio che accresce l'inquietudine e la preoccupazione seguite al crollo del tetto dell’Acquamarina», rileva la segretaria provinciale Laura Famulari. «Per rassicurare la popolazione, a questo punto, è necessario programmare sopralluoghi mirati alle strutture pubbliche più frequentate». —


 

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