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Trieste, vince la crisi: scommesse finite all’agenzia Tergestea

Chiude in viale XX Settembre la prima sala scommesse in città. Meno lavoro, troppi dipendenti e il peso dei debiti con la Snai: è l’ultimo atto di una storia durata più di mezzo secolo

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TRIESTE Negli anni ’60 era stata la prima sala scommesse, con sede allora in via Macchiavelli, a nascere a Trieste. Dopo più di mezzo secolo e diverse gestioni, il punto d’incontro di tanti giocatori in viale XX Settembre 35 ha chiuso i battenti negli scorsi giorni.

La società che la gestiva, l’Agenzia Ippica Tergestea, è infatti fallita (curatore della pratica è il commercialista Marco Visentin, giudice Daniele Venier). «Il lavoro era diminuito e avevamo troppi dipendenti» spiega Susanna Gregorovich Di Chiostergi, titolare assieme a Mara Pesce. L’agenzia inoltre doveva fare i conti con i debiti nei confronti della concessionaria Snai, esigente in pagamenti puntuali. La società italiana è infatti uno dei principali concessionari per la gestione dei giochi autorizzati nel Paese. E già in passato i vertici di altre sale scommesse triestine avevano dovuto arrendersi perché non riuscivano a stare dietro anche a queste spese.

La crisi, che coinvolge tale tipo di attività, era iniziata in particolare a partire dai primi anni Duemila, quando due agenzie, quella storica di via Foscolo, aperta dal 1963, e quella di via dei Giuliani, a San Giacomo, erano scomparse dal mercato. Non hanno aiutato inoltre le liberalizzazioni volute nel 2006 dall’allora ministro Pier Luigi Bersani, che hanno dato il via a un allargamento della rete, tanto che oggi è possibile giocare e scommettere da ogni bar e tabacchino che abbia avuto la concessione. Le liberalizzazioni bersaniane non sono però l’unico fattore legislativo a incidere sulle chiusure.

Per l’immobile da 250 mq di viale XX Settembre, che ora appare completamente abbandonato, pare infatti che nessun altra persona potrà farsi avanti per avviare nuovamente la sala scommesse. Il motivo? Sulla licenza, rilasciata di norma dal Questore, peserebbero una circolare del 2018 del ministero dell’Interno e una legge regionale, portata avanti dai Cinquestelle, in materia di prevenzione, trattamento e contrasto della dipendenza da gioco d’azzardo, nonché delle problematiche e patologie correlate. Nell’ultimo caso si tratta della normativa Fvg, la numero 26 del 17 luglio 2017, che modificò la precedente del 2014. Uno degli obiettivi del testo approvato dal Consiglio regionale Fvg prevede che sia vietato collocare le sale da gioco e scommesse entro la distanza di 500 metri dai “luoghi sensibili”. Tra cui compaiono scuole, luoghi di culto, strutture residenziali, luoghi di aggregazione giovanile, banche, negozi di compravendita di oggetti preziosi e oro usati e stazioni ferroviarie.

Proprio sul lato opposto del medesimo palazzo Liberty Viviani-Gioberti, in cui si trovava la Ippica Tergestea, c’è un filiale Intesa San Paolo. Mentre nell’edificio di fronte ha sede l’istituto comprensivo “Divisione Julia”. I cardini della legge riguardano l’apertura di nuove rivendite. Ma non solo. Nel caso di stipulazione di un nuovo contratto, anche con un differente concessionario, nel caso di rescissione o risoluzione del contratto in essere, si rimette tutto in discussione. Eccetto diversa interpretazione della legge. Che però, se applicata, non permetterebbe a un altro concessionario di subentrare nella società poiché, con tutta probabilità, la licenza, consegnata nuovamente allo Stato, non può essere più restituita. –




 

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