Gorizia, Ziberna: «Galleria Bombi riaperta non è un dogma»

Il sindaco: «È solo una proposta, io ci credo ma decideranno i cittadini». E il progetto, intanto, finisce nel cassetto

GORIZIA In stand by. Nel cassetto. La riapertura al traffico di Galleria Bombi «non è un dogma». «E non faceva nemmeno parte del nostro programma elettorale». A scandirlo, con chiarezza, il sindaco Rodolfo Ziberna che interviene dopo l’esito schiacciante (801 “no” su 835 firme complessive) dell’iniziativa contro il ritorno delle auto nel tunnel.

L’amministrazione sta preparando il terreno per un dietrofront? La sensazione è questa, anche se il primo cittadino non vuole sentire parlare di “retromarcia”. «Chiariamo le cose per bene - premette -. C’è la proposta di riapertura corroborata da richieste di cittadini e dati certi relativi alla possibilità di snellire il traffico, abbattere l’inquinamento, rivivacizzare l’area. Questa è l’idea, in cui io continuo a credere, ma nulla vieta che un giorno il Consiglio comunale dica che è meglio lasciare la Galleria consacrata solo alle biciclette e ai pedoni. Passatemi, però, un ragionamento: oggi, piazza Vittoria, salvo quando si realizzano manifestazioni, è desolatamente vuota. Quindi... Comunque, non verrà mai fatto nulla che contrasti con i voleri della cittadinanza. Visto che persistono perplessità, analizzeremo il tutto all’interno del nuovo Piano del traffico, analizzando per bene benefici e svantaggi».



Insomma, fosse per lui, il progetto si farebbe. Punto. Ma di fronte alle (tante) ritrosie, ci può essere anche un ripensamento. «Le risorse stanziate? A quel punto, rimarrebbero nel capitolo di spesa ma possono servire a mille altre cose per rilanciare l’area di piazza Vittoria. Va anche detto che, purtroppo, non si possono organizzare manifestazioni all’interno del tunnel. A imporlo è la legge. Si possono utilizzare solo alcune decine di metri ai due imbocchi, stop». Nel frattempo, proseguono le trattative con l’Arcidiocesi per l’apertura del parcheggio che si trova alle spalle della Curia. «In questa maniera, risolveremmo la questione dei posti-auto nell’area di piazza Vittoria».

Un rapido sunto delle puntate precedenti. In due mesi, dal 24 maggio al 25 luglio, sono state raccolte 835 firme, soprattutto nei locali commerciali attorno alla piazza. Importante anche l’apporto di un gruppo di persone che ha collaborato fattivamente alla raccolta delle firme. E il risultato, come si ricorderà, fu schiacciante perché il 96% dei goriziani coinvolti disse sostanzialmente che era sbagliato realizzare una strada che spezzava in due la piazza per farci passare le auto in uscita dal tunnel. «Le trasformazioni territoriali - fu il monito dell’architetto Fabia Cabrini - vanno condivise, sono costose. Non si può “fare e disfare” con leggerezza a distanza di pochi anni un’area pubblica costosa, sprecando denaro pubblico».

Ma non si trattava solamente di un “no” fine a se stesso. Perché c’erano (e ci sono tuttora) anche le proposte alternative. «Questo è un segnale da raccogliere per avviare e condividere con i cittadini la trasformazione della città con più aree pedonali e ciclabili. Un percorso - spiegò Cabrini - che molte città hanno già provato. E perché non si potrebbe fare anche a Gorizia? Magari partendo proprio da piazza Vittoria? Tre cose si dovrebbero fare: mantenere l’isola pedonale e la chiusura al traffico della galleria Bombi; trasformare il tunnel in un percorso per pedoni e biciclette affinché diventi una piacevole passeggiata e un’attrazione per i turisti; costruire nei dintorni un parcheggio multipiano». —


 

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