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Dall’antica Posta a Trebinje i piccioni viaggiatori pronti a spiccare di nuovo il volo

Un piccione

La struttura è un museo appena restaurato e viene visitato soprattutto da scolaresche. In futuro si pensa di riattivare il servizio a scopi didattici

TREBINJE Nel mondo di Internet e delle e-mail quando anche la posta comune scarseggia e i postini stanno diventando merce rara in Bonsia-Erzegovina c’è ancora chi punta sui piccioni viaggiatori. Non è una sterile utopia, bensì lo storico retaggio dell’Austria-Ungheria e della sua sovranità nel Balcani occidentali. E così tra i luoghi più curiosi di Trebinje, una piccola città nel sud-est della Bosnia, vicino al confine con il Montenegro e la Croazia, l'ufficio postale dei piccioni è sicuramente l’edificio più intrigante da visitare. Fu opera di funzionari austro-ungarici che, alla fine del XIX secolo, dopo aver occupato la Bosnia, ordinarono la piantagione di immensi platani che oggi sono il principale simbolo della città. Costruirono anche l'ultimo ufficio postale di piccioni viaggiatori rimasto in Bosnia. Unico nel suo genere, oggi è gestito dal Museo dell'Erzegovina.

Il museo dell'antica Posta di Trebinje

Anche se ora completamente restaurato, i suoi vecchi postini piumati potrebbero dover aspettare un po’ prima di riprendere i loro vecchi doveri. Gli unici piccioni che si vedono, per ora, sono gli uccelli che si fermano lì per caso. «Questo ufficio postale per piccioni, il nostro primo centro postale, per così dire, risale al 1878, quando gli austro-ungarici decisero di costruire una caserma militare qui a Trebinje», spiega all’agenzia Birn Slobodan Vulesević, direttore del Center for Development of Herzegovina, una Ong locale. Vulesević ricorda che la caserma militare fu terminata nel 1904 e i piccioni furono usati come mezzo per inviare comunicazioni a Sarajevo, la capitale della Bosnia.


L'ufficio postale si trova sulla riva destra del fiume Trebisnjica, nella città vecchia o Kastel, vicino al Sahat Kula - la torre dell'orologio - un altro famoso simbolo di Trebinje. Oggi appartiene al Museo dell'Erzegovina, un'istituzione gestita dalle autorità locali, e i messaggeri alati addestrati se ne sono andati da tempo. Alcuni vorrebbero vederli di nuovo al lavoro. «C'è stata un'iniziativa per mantenere i piccioni ancora una volta, come parte dell'attrazione del museo, ma per qualche ragione è fallita, anche se sarebbe bello vedere qualcosa del genere, ora, quando anche le lettere regolari stanno diventando parte della storia», conferma Vulesević. Ma il museo fa del suo meglio per mantenere viva la loro memoria. A febbraio ha organizzato un seminario per i bambini locali di Trebinje dove hanno spiegato la storia di questi portatori di lettere con le ali. «I bambini della scuola elementare hanno avuto la possibilità di scoprire perché i piccioni erano importanti nel processo di comunicazione e persino di vedere alcune delle lettere inviate tramite i piccioni», spiega Tamara Rajković, storica del Museo dell'Erzegovina.

Si ritiene che le origini dei piccioni viaggiatori risalgano all'Impero persiano e che i piccioni fossero ampiamente utilizzati per trasportare messaggi dai Greci e dai Romani. Più recentemente, i piccioni sono stati utilizzati durante l'assedio prussiano di Parigi nel 1870-1, dopo che i prussiani avevano tagliato i fili del telegrafo dalla città. L'uso dei piccioni per trasportare la posta si estinse in Europa dopo la prima guerra mondiale, sebbene siano ancora usati in alcune parti dell'India. —

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